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lunedì 4 marzo 2013

Tips for foreigners in Italy # 2 - Politics

We are asking ourselves the same questions, but a foreigner can barely understand the rational behind the irrational.

domenica 11 marzo 2012

Bisogna sempre mettere un titolo?

La vita ci ha insegnato che le cose succedono, anche quando sembravano improbabili. Che anche se ci chiediamo come sia stato possibile, è uguale. Viviamo in una realtà surreale di per sé, perché analizzata in tal senso.  
Uno, di sguincio, si domanda la ragione per cui continui a parlare metafisico quando gli altri rispondono in fisico. Ci si chiede quando ci scrolleremo di dosso l'ingenuità della provincia, senza volerla veramente abbandonare, solo controllare. E soprattutto, perché si continui a penZare. Ci si chiede, pure, se si ritroverà qualcuno i cui pregi siano in grado di rovinare ancora così bene. Che poi hai voglia di fare diga con un sassolino. L'inondazione porta angoscia e scompiglio, ma anche ricostruzione sulle macerie. Abbiamo voglia di ricostruire?
Il potere che abbiamo non è mai abbastanza.

sabato 13 novembre 2010

Il faut se méfier des mots,
encore moins des soupçons.

Il faut se fier aux intuitions,
encore plus aux répétitions.

En cas de sporadicité,
fiez-vous à ce que vous voulez vous fier.

venerdì 12 novembre 2010

E poi dicono che so' strulla.

Che palle, volevo scrivere una cosa che mi preme ma non riesco a parole, dovrei fare un disegno. Perché il contorno c'è tutto, non riesco ad esprimere la parte centrale. Potrei fare un disegno con le parole intorno.

Comunque, diceva una cosa tipo così:
Sipario, teatrino, ridicolezza, prendo il taccuino della Ginja de Portugal e l'Aurora, cancellerie delle grandi occasioni di tête-à-tête con la mia ridicolezza e provo a scriver lì ma niente da fare, escono solo schemi e frecce che hanno senso per sé stesse ma non in un discorso organico e sintatticamente ordinato, allora è finita.
C'è un momento nella vita che si ripete giorno per giorno in cui il  sipario si apre su questo teatrino ed uno si sente effettivamente ridicolo perché ha esternato ciò che ha dentro, ossia [parte mancante che necessita di disegno], tutte cose che portano in sé la propria giustificazione cit. Breton e 'sti cazzi; però c'è da ricordare il grave dramma della paura della derisione e infine, volevo solo dire che non ci si deve vergognare di quello che si prova.
E se non avete capito allora mi sono spiegata bene.

E mi è anche venuto in mente che Breton stesso, quando ha scritto: 
Il me paraît que tout acte porte en lui-même sa justification - (Manifeste du Surréalisme, 1924)
beh si è trovato nella mia stessa situazione, anzi, io mi sono trovato nella sua, io qui posso sparar cazzate, creare nuovi tipi di sintassi, cercare di stupire con scarso effetto i miei 3 lettori a dirla grassa del venerdì mattina e mettere delle parentesi quadre dicendo che manca un disegno, lui invece stava scrivendo un manifesto, che un minimo di serietà di forma ce lo deve avere. Ed effettivamente o fai un disegno o dici questa cosa.

© Trovata qui: http://noe.falzon.free.fr è ciò che più si avvicina a quello che aveva in mente.

mercoledì 6 ottobre 2010

'Patafisica: scopriamo cos'è

Proprio oggi mi è capitato fra le mani il foglietto di uno spettacolo teatrale, sapienti mani hanno saputo passarmelo. Anche qui, nascoste ben bene, ci sono delle cellule surrealiste! Non ci potevo credere. Addirittura in suddetto volantino si presuppone esista un'accademia di 'Patafisica locale. Nientedimeno!
Ovvio, direi, in questo mondo di ladri la fuga nell'immaginazione mi sembra veramente la soluzione più immediata.

Ma che cos'è la 'Patafisica? O più precisamente, la 'Pataphysique?
Trattasi de "la scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità" (scopiazzo da Wikipedia per comodità). La definizione è stata coniata oh oh oh da Alfred Jarry, e mi emoziono solo a citarlo, quel volpino che se lo vedo gli faccio uno stin stin sul capino.
Alfred Jarry en balade à vélo
Queste sono le parole scientificamente esatte usate dall'autore:
"La pataphysique, dont l’étymologie doit s’écrire epi (meta ta fusika) et l’orthographe réelle ’pataphysique, précédé d’un apostrophe, afin d’éviter un facile calembour, est la science de ce qui se surajoute à la métaphysique, soit en elle-même, soit hors d’elle-même, s’étendant aussi loin au-delà de celle-ci que celle-ci au-delà de la physique. Exemple: l’épiphénomène étant souvent l’accident, la pataphysique sera surtout la science du particulier, quoiqu’on dise qu’il n’y a de science que du général. Elle étudiera les lois qui régissent les exceptions...
Définition: la pataphysique est la science des solutions imaginaires, qui accorde symboliquement aux linéaments les propriétés des objets décrits par leur virtualité." 
Per la traduzione vi arrangiate. Tanto che ve ne frega della 'Patafisica?

La 'Patafisica ha l'obiettivo di studiare il particolare e le eccezioni che si affiancano alle teorie e ai metodi scientifici e spiegare l'universo supplementare a quello in cui viviamo. Tutto ciò condito da assurdo, ironia e nonsense.
Questo per sottolineare che il mondo ha infinite interpretazioni, e non ci si può accontentare di soluzioni univoche. No, questo mai. Anche perché, la verità è la più immaginaria delle definizioni.
E adesso concludo che mi è venuto mal di testa, stavo uscendo dai malesseri surrealisti, mi pareva di esser tornata alla razionalità ma mi sputa fuori.


Per approfondimenti:
È tutto, ora vado a casa, nonché affanculo! E analizzate l'evento con metodi 'patafisici, se questa fosse un'eccezione.
Vi saluto caramente.

domenica 14 febbraio 2010

C'è tutto tranne la frase

Cosa ho letto scusa? Che bella frase, musicalmente perfetta. Ponente, esistente, aspetta. Aspetta aspetta la voglio segnare. Dev'essere il sonno che produce associazioni così perfette. Ecco segnata, fatto. Due righe eccezionali. Ah ma quindi mi sono resa conto di sognare. Devo essere sul punto di svegliarmi. No no aspetta, vabbè - tanto l'ho segnata. No, disdetta, avevo solo sognato di annotarla ma ce la posso fare lo stesso ma questi cuscini ho dormito tutta la notte così? Mi sembra di stare in piedi. Aspetta aspetta non aprire gli occhi - aperti ma tanto me la ricordo, come faceva ponente, esistente ente boh non so neanche dov'è il foglio più vicino. Perduta. Sono stati i cuscini a distrarmi. I cuscini.

Il sogno è superiore allo stato vigile - esiste a prescindere - lascia un biglietto e dice di essere passato, senza specificare le intenzioni.

mercoledì 27 gennaio 2010

Io: la maga del cazzège

...ed è proprio nel momento in cui c'è bisogno della massima concentrazione, quando si raggiunge il climax del ragionamento dopo molti giri mentali focalizzati su un unico punto, che una corrente inversa stride ma appiana la gracchiata di tensione.
La lisciata al contropelo!
Tutto questo per descrivere - resistete, non vi distraete proprio adesso -
la distrazione.

martedì 8 dicembre 2009

Deuxième Poème TG 5

Commenta così il Presidente:
"Il segretario di Stato Vaticano
Sottolinea il ruolo della Chiesa...".
[bisbigli]
Avrei gradito che qualcuno parlasse dei milanesi, dei nostri santi e dei nostri poveretti,
Tutti i neoteologi spuntati nelle ultime ore.
L'ultimo decennio è stato il più caldo degli ultimi 160 anni.
La possibilità di un futuro per le prossime generazioni:
Nella capitale danese
Il 2009 si classifica tra i dieci anni più caldi;
L'ottimismo che regnava ieri.
Ma è dall'Europa che arriva la doccia fredda
Un accordo, sì
Capofila dei coraggiosi
Entro il 2020.
Per sostenere l'economia:
Utilizzare i fondi che sono stati risparmiati
Creare nuovi posti di lavoro
Oggi a Bagdad.
Attentati che sono stati fatti in serie
Le autorità irachene non hanno dubbi, si è trattato di Al Qaeda
Seminando terrore e morte:
L'università e poi il ministero del lavoro,
Tanti studenti,
I terroristi stranieri.
Fra le diverse comunità religiose del paese
Sono morte oltre 250 persone.
"L'ho strangolata perché mi ha respinto"
A vent'anni non si può fare una fine così,
Nessuno avrebbe mai pensato ad un epilogo del genere.
Un amico che conosceva e frequentava da più di due anni
Era intenzionato a chiederle qualcosa di più
Così, imboccando questa stradina isolata
Le ha stretto le mani intorno al collo e l'ha strangolata
In questo punto ha fermato la macchina e ha scaricato la ragazza per terra
Troppi punti del suo racconto vacillavano
È crollato e ha confessato
Solo perché lo aveva rifiutato
Lo hanno ritrovato senza vita
Vicino al finestrino
Vestito in abiti eleganti, senza bagagli né documenti
Tagli che l'uomo sembra abbia tentato di tamponarsi da solo
Gambe accavallate, testa china
Un mistero per ora inspiegabile
Non si esclude che possa esser stato vittima di un'aggressione
Perché viaggiava privo di qualsiasi documento?
L'esame delle impronte digitali
Per una fuga di gas
Tutti i particolari di questa tragica vicenda:
C'era troppo fumo, il fumo era nero e denso
Prima l'esplosione
Poi l'incendio
"Ho dovuto rinunciare"
Eh, pieno di macerie...
Ex consigliere comunale.
Pochi giorni dopo essere venuta alla luce
Nata su una sedia
Dopo la denuncia
La magistratura ha aperto l'inchiesta
Parallelamente
In questa tragedia
Le si sono rotte le acque
L'uomo bussa disperatamente
Per tagliare il cordone ombelicale
La donna si accorge:
Una gravissima infezione.
Ma la storia che adesso sentirete
Davvero sembra incredibile
Che la giustizia in Italia sia lenta non lo scopriamo certo oggi
Nelle pattumiere del sud
97 indagati:
Inquietante.
Residui industriali
A pochi passi da campi coltivati.
48 uomini, 11 donne
L'iniziativa che era già stata sperimentata potrebbe diventare sistematica
A gennaio per le tariffe del metano.
L'ultima parola spetta comunque all'Authority dell'energia.
Un riconoscimento importante,
Questo servirà a proteggerla dai falsi,
Una grande battaglia vinta dall'Italia:
Il pelato di Sammarzano dop
Questa è la mozzarella di bufala della Campania
In arrivo per la pizza verace
Con caratteristiche specifiche per l'impasto
Ma anche la manualità, la parte artigianale
I tempi di cottura, tutte particolarità che non possono essere copiate.
Difendere la nostra tradizione
Il grano tenero
Festeggiare questo grande evento:
La pizza margherita compie 120 anni.
Un'asta di quadri
Alcuni dei quali di grande valore.
In queste ore sulle strade il traffico è molto forte
Sono quasi tutti in coda
Che scendono dalle montagne
Intorno a Firenze.
Il ponte comunque è andato bene
Ha reso felici gli albergatori, gli hotel si sono riempiti al 70%.
Da domani però tutti al lavoro
Sul centro-sud
Da Cortina
Una vendita di ski-pass del 15% in più rispetto all'anno scorso
Tutto quello che si può fare su questa neve.
Si intrecciano le tradizioni di Napoli e Salisburgo
Sia l'albero che il presepe
Sostanzialmente:
La pace natalizia
Indossando l'antico mantello nero che si indossava nel '700 a Venezia
In epoca di piumini e di giubbotti
Con un vino novello e anche belle poesie.
Giocattoli di una volta
Come il trenino, la trottola, il Meccano
"Sto cercando i giochi un po' intelligenti"
A forma di animali
Sembrano tornare dal passato
E quindi sanno quello che vanno a proporre ai loro figli,
C'è una tendenza a voler consolidare il nucleo familiare.
Trenta odori per scoprire il mondo anche dal punto di vista olfattivo
Nelle cantine, nelle soffitte.
Ci sono tante altre cose
Senza valore
Anche molto alto:
Coperchio di una botte,
Dei buchi, "penso siano proprio spari
Di casa di mio padre
Stanno qui in cantina
Mi rendo conto
Sono un ricordo
Non solo scarti polverosi
Non lo so" difficile fare una stima
Ammonterebbero a cifre da capogiro
I rigattieri.
Orologi, mobili, dove li rimedia?
Troviamo delle cose in cantina
Del '700
Cyclettes della nonna
Sono ricordi importantissimi
"C'ho passato intere giornate con i miei amici dopo la scuola".
Ma ci sono anche i canti natalizi rifatti da Andrea Bocelli
Oh what fun it is to ride in a one horse open sleigh
In America
Spopolano nelle classifiche
Christmas in the heart.
Buona serata a tutti.

mercoledì 11 novembre 2009

Un post serissimo



L'Amore innanzitutto
Tutto potrebbe sistemarsi benissimo
PARIGI È UN PAESONE
Sorvegliate
Il fuoco che cova
LA PREGHIERA
Del bel tempo
Sappiate che
I raggi ultravioletti
hanno portato a termine il loro compito
Breve e buono

IL PRIMO JOURNAL BLANC
DU HASARD
Il rosso sarà

Il cantante errante
DOV'È?
nella memoria
a casa sua

Faccio
mentre danzo
Quel che è stato fatto, quel che si farà

Caspita, voglio anch'io continuare a giocare con le parole come fossero degli amici immaginari
Ma spesso diventano solo delle piroette dove si torna al punto di partenza

© André Breton sì ancora lui embè, POEME, c. 1924.

giovedì 5 novembre 2009

As pessoas

Magari parlo da profana e non mi posso permettere un discorso di questo genere, ma tant'è.
Perché beh insomma, sono a pagina 138 e finora s'è parlato e straparlato di Pessoa e della sua eteronimia sino allo sfinimento.
Ma dico io: se avete trovato praticamente tutta la sua opera in un baule in casa sua e lui non l'aveva tirata fuori, cosa vi autorizza ad analizzarla, a pubblicarla, a speculare su sto cristo che era sì di fuori, ma conserva pur sempre una certa dignità?
Maledetti sciacalli dell'editoria! Mi fate schifo! Fernando aveva il sacrosanto diritto di scrivere ed essere ciò che più riteneva opportuno! Non ha mai importunato nessuno e voi, ora che è morto, state lì a mettere insieme i pezzi!
Invidiosi! Voi non c'avevate pensato! Lui era pazzo, lui era normale, lui era un genio! E voi no! Voi state completando l'album dei calciatori Panini!
E che diamine, lo dovevo dire a qualcuno!
Poi che fate, quando me ne vado consegnate mettiamo i miei diarii segreti alla Feltrinelli (d'accordo qui viaggio davvero per ipotesi)? O magari prima dovete fargli un check-up critico? Chissà e se viene fuori qualcosa di interessante?!
Suvvia, i surrealisti perlomeno volontariamente spiattellavano le loro menate, Pessoa no! Lui voleva esser lasciato in pace e crogiolarsi nelle proprie paranoie e solitudini abitate!
E quel che più mi infastidisce è che mi sono fatta questa idea solo dopo tale scempio! Non vorrei mai aver sentito parlare di Fernando Pessoa!
Cos'è successo, chi ha fatto un raid nel suo appartamento in cerca di materiale golosamente analizzabile? Quale parente ha avuto l'indecenza di consegnare tutto a un editore? Sperava forse di guadagnare col copyright?
Malvagi, infimi rigattieri! Vi schivo!
Qua è di voyerismo che si parla, si tratta di mettere il naso nelle tracce lasciate da un uomo lungo il suo indiscutibile cammino sulla Terra: come vi permettete a indagare sui suoi segreti?! E non è questione che lui è morto e non ha diritto di replica, no no: la questione è che se lui aveva messo tutto alla rinfusa in quel baule non era e non è e mai sarà tenuto a dare alcuna spiegazione! Né mai l'ha voluta da altri! Ci siamo capiti?
Odio la critica! Saccenti spocchiosi che pensano di entrare nel capo degli altri solo perché altri saccenti e spocchiosi gli hanno fornito strumenti e via libera!

Pessoa vi guarda (vi guardano) e vi dice
Fatevi i cazzi vostri!

venerdì 11 settembre 2009

Cojone Springs

Seriamente: non andate a vedere s. Darko. Non fate come me che me ne sono infischiata degli avvertimenti. Quel film è insalvabile, improponibile. Alla fine l'amica con cui avevamo preso la decisione di andare al cinema si è scusata per averci fatto spendere 7 euro, manco l'avesse diretto lei. Non andateci neanche e soprattutto se vi è piaciuto Donnie Darko. A parte che è noioso, ma non è altro che un'accozzaglia di stereotipi, dalle citazioni del film che lo precede - conigli dai denti aguzzi e vocioni dall'oltretomba, tunnel acquatici spazio-temporali, date in sovraimpressione (mancano 3 giorni alla fine del mondo, ora 2, ora 11 ore) che fanno molto per il Ciclo Alta Tensione e poi alla fine non succede un cazzo, ecc. -, ai fantasmi, ai bambini morti e/o rapiti, macchina con un guasto nella statale americana (zuzuzuzu musica inquietante) che usano in tutti i film. Uno dei personaggi ha un eritema impressionante ed è un nerd peggio di me mentre la protagonista è la solita figacciona algida così quando appare morta fa più impressione, col cervello piccino e traumatizzato; l'amica stronzetta (così si definirebbe in un doppiaggio da un film americano) che alle serate karaoke canta Voglio una vita che se ne frega, che se ne frega di tutto sì. Poi meteoriti allergeniche, Richard Scamarch che non ha paura di farsi di acidi, preti maniaci sessuali, beh i personaggi riassumendo: una bella sfida di cervelli. Pubblicizzatissimi gli ultimi occhialoni dalla montatura importante per sembrare intelligente, quelli che te li mettevi due anni fa e ti pigliava per il culo anche l'ottico che te li vendeva. Immagini ad effetto che forse pretendevano risultare surreali...
Insomma sono uscita dalla sala con un misto di inquietudine e repulsione, e in pancia qualche caramella gommosa.
Poi tornando a casa mi sono spaventata nel vedere una testa per parrucche sopra un cassonetto della carta: mi sono fermata a osservarla e gli ho scattato una foto, m'è bastato quello più di un film che annunciava il trionfo dell'incubo.

domenica 9 agosto 2009

martedì 26 maggio 2009

De toutes les matières c'est la ouate qu'elle préfère

Uno va avanti così, senza troppi programmi, come se le passioni spianassero la strada. E fossero sufficienti a farsi apprezzare. Forse nei piccoli ambienti funziona, quando l'ovatta di amici e parenti pronti a giustificare gli atti rende sicuri i movimenti. Ma se passa una folata di vento del mondo là fuori, quante carte buttate all'aria.

Uno va avanti così, come se i processi mentali che attraversano la mente fossero visibili. Ma anche paradossalmente come se fossimo mimetizzati nella macchia, quando abbiamo dimenticato a casa anche il giornale per nascondere ogni tanto la faccia. Il baratto sta tutto qui, comunque: vous me regardez, mais moi aussi je vous regarde. E chissene, punto. Piccola rivalsa che significa ben poco.

Obiezione vostro onore, in questo mondo bisogna avercelo innanzitutto, un programma. Anche l'irrazionale ha bisogno di una logica da distruggere. E spesso i guardiani della logica scrutano più di quanto non lo facciamo noi, abbiamo sempre l'impressione che sappiano troppo e che gli ignoranti siamo noi. Certo, uno si butterà prima o poi appoggiandosi alle proprie infallibili qualità, ma chi assicura che le qualità valide per un individuo lo siano per un altro? E chi ci venderà l'eterna giovinezza?

Ci vorrebbe un dogma regolatore. Ma anche quelli alla lunga vengono meno, il mondo è disordinato, e per questo è bello. Anche l'irrazionale ha bisogno di una logica da distruggere, ripeto. La logica mi rincorre, mi dice Mani in alto. E disprezzarla, significa paura della propria incapacità di fare programmi. E dare coerenza con gli atti al pensiero. Invece no, a volte lo stupore viene prima di tutto dall'interno, non da quello che si vede.

Bisogna conoscere le norme per trasgredirle coscientemente, per fare una rivoluzione, anche impercettibile. C'è molto lavoro da fare per costruire una molotov consapevole.

E bisogna soprattutto relazionarsi con gli altri cautamente, perché le sorprese ci aspettano pour un oui, pour un non. E per fortuna, sennò sai che palle. Uno va avanti, credendo di trovare logica almeno negli altri quando anche loro lottano per razionalizzare le azioni. E mica gli riesce tanto bene. Uno va avanti, ma non se la può prendere. Poi verrà un barlume di sincronia, e ci sembrerà di essere una cosa sola.

Solo l'operato conta, secondo loro. Non il mezzo, né le parole buttate là, su un tavolo non apparecchiato. A volte si raggiungono dei risultati sorprendenti, nonostante la condotta. Mi viene in mente Gesualdo da Venosa e lo spinoso "teorema adiabatico", dove solo il lavoro è implicato, citato da Battiato che mi ha mandato in crisi con ricerche su Wikipedia. Assassino della moglie, ma compositore di musiche sublimi. Cosa importa di più in fondo? Questo o quello? Forse gli anni di distanza e la non conoscenza della sposa ci portano a buttarla nel dimenticatoio. Finiremo così se il nostro operato non è degno di nota?

Anche qui ma che vado dicendo, non ho nemmeno organizzato tutto questo discorso. Vogliatemi bene lo stesso, cari ovattatori.
Pensiero causale, imperativo categorico, ferma distinzione dell'uomo dall'animale, teorema adiabatico: i madrigali di Gesualdo principe di Venosa musicista assassino della sposa - cosa importa? Scocca la sua nota, dolce come rosa.

domenica 10 maggio 2009

Ghiandole surreali

Oggi in piazza spira un vento banale. La pietra inquieta (anche se serena) che la pavimenta nasconde nelle insenature chicchi di riso, ah ah ah. C'è stato uno sposali-zio ieri. Mio zio li ha poi effettivamente sposati. Ho dovuto poi ramazzare l'augurio di speranza e fertilità degli invitati, un lavoro atroce a detta di quella col fischietto mentre passava. Però non ha fischiato. Che se ne faceva di quell'oggetto al collo? Forse voleva oggettivare la sua presenza. Ma la banalità dei suoi discorsi sorpassa di gran lunga_____________quella del vento che spira oggi in piazza. Anzi: l'espressione più rappresentativa sarebbe far risuonare da quel vento il fischietto, cento grammi di si-bili, amari e banali.

lunedì 4 maggio 2009

All'ombra di accenti circonflessi

J'allume la lumière, la lumière des rêves.
Clic.
Je me cache aussitôt derrière les ombres projectées par leurs accents circonflexes.

ˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆˆ
Ces accents, petits toits qui m'abritent, qui me sourient.
Qui vivent tous seuls, et protègent les petites voyelles frileuses.
De petits V à l'envers, petits chapeaux, petits A sans bâton.
Souvent oubliés, qui ont gagné sur le S, la lettre la plus amibiguë de l'alphaßet.
Des sourcils intéressés, qui ne tournent jamais leur dos.
Voilà, j'ai compris ma condition: je me cache derrière des accents circonflexes.

Non, il n'y a rien à dire.
Je me contente d'attendre quelqu'un qui aura tout compris avant que je parle.


sabato 28 marzo 2009

Digrignando

"La contradiction est fonction de l'Utile. Elle n'existe pas dans l'amour. Elle n'existe pas dans le rêve. Et c'est en grinçant horriblement des dents que nous supportons l'abominable système de contraintes et de restrictions, d'extermination de l'amour et de limitation du rêve généralement désigné sous le nom de civilisation occidentale."
Légitime Défense - 1932





lunedì 26 gennaio 2009

Una volta per tutte

Abbiamo delle idee --> La morte è un'idea
In caso di morte --> La morte si suicida

Stasera mi sono permessa di tradurre

© La Révolution Surréaliste n°2, 15/01/1925

INCHIESTA

Si vive, si muore. Che ruolo svolge la volontà in tutto ciò? Sembra che ci si uccida come si sogna. Non è una questione morale che poniamo:

IL SUICIDIO È UNA SOLUZIONE?

Non brillano per intelligenza i nostri contemporanei, ma loro malgrado sentono sempre il bisogno di fare riferimento a questa facoltà. Non vi è nulla di più confusionario dell'uomo: fategli una domanda, risponderà ad un'altra, o inizierà facendo il processo a quella domanda. Avevamo noi il diritto di domandare se il suicidio è una soluzione? Direte, Signori.
Sembra, stando a quanto dice quel buffone di Jammes, che porre la questione del suicidio significhi risolverla, che domandare se il suicidio porti la tregua all'uomo in mezzo alle immense disgrazie che lo sopraffanno sia lasciargli intravedere quel sollievo finale e quindi spingervelo. Ci uccideremmo in massa se solo vi riflettessimo. Ecco cosa permette a quel cinquantenne di farci la ramanzina. Ma, mio caro candidato all'Accademia, se il suicidio è una soluzione, ci saremmo glorificati di avervi spinto tutti quanti, se lo avessimo creduto anche solo un po'. Se non è questo il caso, che cos'è allora questa diceria eroica, questo alone leggendario che gli vogliamo lasciare intorno? Del resto, sembra questa una buona occasione per prendersi le proprie responsabilità. È vero che non indietreggeremo mai di fronte alle conseguenze del pensiero, e che lasceremo agli ipocriti la ridicola mania di eludere i problemi.




(I surrealisti avevano proposto il sogno, io ne ho preso atto. Ma sono giunta alla piccolissima conclusione che non esista soluzione. Perciò è necessario, categorico, definitivo, vivere la vita che si ha, che non possiede soluzione alcuna, nel migliore dei modi. Positivamente, per usare una parola cara al mio ideoletto. Completamente inutile cercare soluzioni in dimensioni parallele e comunque momentanee e fuorvianti né nella sua completa cessazione che azzera perfino la coscienza di rifuggere dalle disgrazie. Ma non è così facile, soprattutto quando si possiede una fervida immaginazione ed un vizio troppo abusato di valutare tutti i punti di vista delle questioni, e mai, o quasi, il proprio. Si desidera, soprattutto, poggiare la testa sul cuscino ed avere, per una volta, un pensiero felice. Ed è capitato, la disperazione è lontana.)

Come dice il mi' babbo:

Non si può per una mela marcia buttare tutto il paniere.