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lunedì 27 agosto 2012

Funky gallo come sono bello stamattina

Tendenzialmente sono anche abbastanza animalista, ma è d'uopo denunciare un gallo di qualcuno del vicinato (ho scoperto jeri di chi fosse) che dopo svariati mesi non ha ancora imparato a cantare e lo fa in orari che non dovrebbero competergli.
All'inizio la cosa mi ha anche intenerito, ho pensato a questo polletto che sta cercando sé stesso e che adulteggia prima del tempo, che con grida stentate cerca di trovare il proprio posto nel pollajo. Ma ora no: questi pensieri li ho avuti ad aprile e siamo quasi a settembre e non è cambiata proprio una cippa.
Ora avete presente il gallo come fa no?
Chicchirichì! Che poi tradotto fa tipo Ehieheihehhheeh!!!
Lui ha una tonalità discendente, Ehieheihehhheeh!!!
Ecco, rileggendo mentre scrivo mi fa anche un po' ridere stare qua a disquisire circa la qualità del verso del gallo, ma giuro che se non fosse fastidioso non mi avrebbe minimamente colpito. Poi no, fosse un bel canto che ti dà la carica, no! lo fa a sproposito e in maniera sgraziata, alla stregua di certa gente.
Jeri mi è stato svelato l'arcano, canta a tutte le ore perché dove vive c'è una lampadina sempre accesa (sarà per i pulcini senza chioccia? Mah; non vorrei tenessero una coltivazione di dubbia legalità), lui la guarda e improvvisamente pensa "Cazzo, è l'alba!" prendendo lucciole per lanterne, e allora giù Ehieheihehhheeh!!! ma io dico anche una trentina di volte in un pomeriggio. 
Non lo sopporto più, se non gli tirano il collo loro mi armo di pazienza, me 'mbriaco perché me fa 'mpressione e ci vado io!!
Chicken, run.

venerdì 15 giugno 2012

Il gabbiano





Perché ridi in lontananza,
Con lo scherno portuario
Pieno d'astio indifferente, e l'arroganza
Di ogni paradiso fognario?

domenica 30 gennaio 2011

Partito Canino Italiano

E dopo il dibattito sul femminismo alla Casa del Popolo in Berlinguer ti voglio bene
"Ecch' i' tema! Pole la donna permettisi di pareggiare coll'omo? No."
propongo un nuovo dibattito, scaturito dai chiacchiericci degli ultimi giorni:
"Ecch' i' tema! Pole i' gatto permettisi di pareggiare co' i' cane? No."
Senza accostare il cane all'uomo e il gatto alla donna. Solo che, siccome a quanto s'è visto il mondo di chi non ha disgrazie a cui pensare si divide in due categorie, chi tifa per il cane e chi per il gatto, vorrei soffermarmi ad analizzare le motivazioni di questi due schieramenti, senza avere pregiudizi per chi preferisce una cosa e chi un'altra. Però il cane è meglio del gatto.

Avevo un cane, ormai diverso tempo fa, che si chiamava Boby, pace all'anima sua. Era un canino tranquilla (era femmina, ci siamo sbagliati all'inizio ma ormai aveva il nome da maschio), gli occhi tristi e dei baffetti sotto il naso. Era nera e con gli anni le erano venute delle striature rossicce. Era coscienziosa, anche se ha finito i suoi giorni perché l'hanno investita, e non sapeva stare al guinzaglio. Ricordo ancora che a scuola durante le ore di lingue straniere, quando imparavo a descrivere me stessa, precisavo di avere un cane. Boby abbajava poco, voleva più bene al mi' babbo che a me (ma solo perché si vedevano più spesso), nonostante avessi composto per lei un motivetto che le fischiavo. Mi si strinse il cuore quando seppi che era finita sotto una macchina. Boby non era certo il cane umanizzato, era più che altro una presenza intorno casa, e non era il tipo che si mette accanto alla sedia a elemosinare bocconi o che va a prendere il frisbee, (e come biasimarla) ma fu un grosso lutto ugualmente, per tutta la famiglia. Ricordo che da cucciola mordeva la scopa e camminava tipo un soldatino. Poi, quando vedeva qualcuno a cui voleva bene, si rizzava sulle due zampe posteriori e si inarcava, rimaneva così all'indietro per una manciata di secondi finché non abbandonava le mani canine sulle gambe del nuovo arrivato. Se poi si andava a salutarla in più di uno, lei rimaneva in equilibrio su due zampe e girava la testa, non sapendo a chi fare le feste per primo. Una volta d'estate, minorenne (si può dire?), andai a piedi alla fermata dell'autobus, direzione piscina. Abito in campagna e la colonnina è sul bordo di una statale. Boby mi seguì e io piangevo perché non riuscivo a farle fare marcia indietro. Passavano camion e macchine in quantità e lei se ne stava lì, a sfidare la morte pur di stare ancora un po' di più con me. Ora mi dico: se Boby fosse stata un gatto questo non l'avrebbe fatto di certo. Mai. Magari avrebbe gioito per essersi sbolognata momentaneamente di una dei suoi sudditi, per poter cacciare in santa pace.
I gatti sono bellini, sono morbidi e simpatici ma sono delle gran teste di cazzo. La cosa che più mi fa arrabbiare dei felini domestici sono le loro manie di grandezza: nel loro capo loro sono i padroni, cos'è, padroni dei giganti? Jersera ho sollevato di peso la gatta della mia amica-vicina-di-casa perché stava per salire sul tavolo, e vedeste come l'ha presa male! Avrà studiato un piano per uccidermi, tanto sai, le stavo già parecchio simpatica di mio (saluto Katia caramente). Insomma, quel che non sopporto dei gatti è che sono simpatici solo quando vogliono loro. Si riscattano solo quando gli fa più comodo, e fanno perno sull'affetto del padrone che li trova carini e simpatici a prescindere dal loro comportamento. I cani invece! I cani! Cani! Sono degli ex lupi redenti. Loro conoscono la loro condizione, sanno di dover fare affidamento su di te e ti rispettano comunque. I cani hanno i denti, alcuni il morso potente eppure non mordono mai (salvo sporadici casi di cani impazziti, ma non stiamo a cercare il pelo nel cane), i gatti oh, alla prima ti sgozzerebbero. Ma che è?! Forse ho avuto solo esperienze sbagliate?

Con questa premessa apro ufficialmente il sondaggio e vi chiedo:  
Pole i' gatto permettisi di pareggiare co' i' cane?

Ciò non toglie che prima o poi mi prenderò un gatto, quando sarò più freddolosa.
Poi sai, la mi' nonna aveva anche ammaestrato una gallina, quindi forse il gatto che avrò mi seguirà fin sotto al camion, dati i geni familiari.

domenica 26 settembre 2010

Ci vuol poco.

Basta poco per toglierti la tranquillità, la positività, la cordialità. Basta qualcuno di sgallettante e con le manie di potere, basta qualcuno che se la crede, basta che pensi che tutto gli sia dovuto e il mausoleo di sicurezza che con pazienza uno s'è costruito crolla - a causa di imbecilli. Così eh, in due secondi, una regressione totale e disarmante e ti risenti tredicenne.
Ora mi dico che è da imbecilli farsi turbare da un imbecille. Ma non qui, non ora, squilla il telefono e ti senti addosso colpe che non hai, devi fare favori per gente che detesti e arrivati a questo punto vorresti solo rovesciare tutto, andar via e buttarti da un ponte con un elastico.
Bene, l'imbecillità degli altri non mi compete, come non mi competono un mucchio di altre cose (che fra l'altro non mi competono per libera scelta o per contratto); farmi coinvolgere dagli imbecilli nel loro vischio di pochezza questo sì mi compete e non sapete quanto mi butti giù.
A forza di bocconi amari piccoli e grandi arriveremo a far la rivoluzione, daremo foco a tutto e chi s'è visto s'è visto.

Non è successo un granché, solo piccolissime manifestazioni mafiose dove l'ultimo della scala gerarchica deve sforare rispetto al suo dovere senza premio né ringraziamento, per mettere in luce il gallo del pollajo che del pollajo ha soprattutto il cervello di gallinaceo.

È tutto.