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mercoledì 12 ottobre 2011

Chapitre 1, exercice 1

Titeuf - Les jeux olympiques du neurone
Il periodo di transizione ormai è quasi finito, così dovrebbe essere! 
Ne ho passate diverse, cambiamento di panorama, cambiamento di letto, cambiamento di cibo,  e non ci ho perso mai né ci perderò tornando, cambiamento di ruolo sociale, perdita quasi totale delle relazioni umane fuori della scuola. Ça va changer par la suite! Già parlano di venirmi a trovare, avranno visto le foto delle spiagge
I ragazzini al Collège fanno ridere, alcuni fanno paura, c'è chi mi ha chiamato "Madame", chi "La professionnelle", ho sentito dei "Salope" alle spalle, spero non fossero diretti a me; ho pranzato in sala professori e USO I BAGNI DEI PROFESSORI cioè roba che quando andavi a scuola pensavi che avessero l'idromassaggio invece fanno schifo come tutti i cessi.
Qui che si fa? Si va al mare, si sta in terrazza, si fuma fuori dai cancelli, poi si va al Carrefour con la Carte de Fidélité e ci segniamo date di concerti a cui forse non andremo,  tutto questo facendosela un po' sotto per dei mocciosi.
Mah. Con tutto che è un posto incredibile, potessi parlarne con qualcuno sarebbe ancora meglio. Ma cambierà

Ciao a tutti i Culi che leggono seduti e un po' incriccati in quelle sedioline

venerdì 24 dicembre 2010

La pluie de Noël

Pioveva e non sapevamo se all'uscita fosse consono ridere per qualcosa.
Oggi quei bambini vivranno il peggior Natale di sempre, e ogni anno sarà un triste anniversario. Ho avuto la sensazione che la fantasia però non li facesse ancora rassegnare. Erano composti e sfuggivano gli sguardi, con un dolore che si intravedeva come capocchie sul portaspilli.
Mi è dispiaciuto dar loro un bacio sulla guancia dopo aver fumato una sigaretta. Ma poi ho pensato che anche se la loro statura è metà della mia hanno vissuto più di me e non si sarebbero scandalizzati.

domenica 28 marzo 2010

Babbo, ce li hai 10 €

Esiste più di un modo per sentirsi giovane. Qullo più eclatante è di sicuro essere giovane e far combaciare le sensazioni con la realtà dei fatti. Non c'è soddisfazione più grande. E la soddisfazione fa ringiovanire. Sai che bello pensarsi giovani ed esserlo effettivamente, c'è chi lo sa e chi lo ricorda. Perché puoi sentirti giovane quanto ti pare, ma se hai 75 anni non prendermi in giro, perfavore. L'età non è un impedimento, sia detto per inciso. Soltanto che sentirsi giovani in genere fa stare meglio che sentirsi vecchi e sentirsi vecchio ed esserlo veramente non comprende la consolazione di avere almeno il corpo dalla tua.


Come faccio io per sentirmi giovane? Dimentico il borsello da un'altra parte!
Non posso votare, non posso guidare, non ho soldi da spendere. Non posso provare di essere iscritta all'università, non posso acquistare - per dire - voli su internet. Dipendo per un tempo determinato dai miei genitori e il mi' babbo mi compra anche le sigarette. Più giovane di così.



domenica 7 marzo 2010

Giuro, dico questa e vado a letto.

Guidavo e
Mentre guidavo riflettevo
Riflettevo sulle nuove generazioni su di giri al giro la sera - bande di ossigenati scalpitanti con la techno nel cellulare dall'altoparlante malauguratamente troppo alto - e su quelle in greggi che fanno le fighe e mi chiedevo
Mi chiedevo dove fossero finiti i giovanotti un po' fricchettoni, i protoalternativi che sono ancora dei tarocchi ma che celano le potenzialità per poter diventare un giorno degli originali e ragionavo
Ragionavo che da giovini io e le mie amiche non è che non facessimo le fighe per scelta, ma perché non sapevamo ne esistesse l'opzione (e forse non lo sappiamo neanche oggi) mi sono girata allo svincolo e ho visto
Ho visto la luna fluttuare all'orizzonte, e mi spostavo
Mi spostavo e quella saliva spiandomi enorme, una calamita arancione su un cielo colata di ghisa e ho pensato
A Leopardi.

Poteva andar peggio.

sabato 10 ottobre 2009

Alice was beginning to get very tired


Vediamo se ve ne importa qualcosa. A ringraziamento di un regalo che mi ha portato a lidi antichi, oggi si parla di...

LEWIS CARROLL

Chi è quest'uomo? Cosa spinge le umane menti a interessarsi alla sua attività professionale e personale del tutto particolare?
È possibile, in definitiva, unire fantasia, matematica, logica, simpatia affettiva spinta verso le bambine?
E soprattutto... la quarta caratteristica scaturisce dalle prime tre?
(Che detta così fa tanto Rieducational Channel e verrebbe da rispondere È gli Zozzi - ma questa è un'altra storia che un giorno narrerò)
Quest'uomo (vero nome: Charles Lutwidge Dodgson) era un pastore appassionato di matematica con amiche molto giovani.
Vi è mai capitato di leggere i suoi libri? Nel cartone della Disney, ça va sans dire, non scaturisce la cupezza che si evince nell'approcciarsi a favole tanto ben strutturate, dalle note scure nonostante il tripudio di personaggi e situazioni. Cos'altro aspettarsi da un professore di logica che fotografava bambine?
Carroll impastava neologismi e nonsense con regole fisiche e matematiche molto precise, ed una lontana tesina su di lui mi fa riaffiorare alla mente alcuni sfocati esempi. E qui viene la parte meglio argomentata del post. In tutta l'avventura ci sono continui riferimenti alle scienze. Quando Alice cade nel buco che la porterà nel Paese delle Meraviglie nonostante la tenera età e la pericolosità dell'avvenimento la bimba a voce alta cerca di calcolare dove si trovi:

Down, down, down. Would the fall never come to an end? "I wonder how many miles I've fallen by this time?" she said aloud. "I must be getting somewhere near the centre of the earth. Let me see: that would be four thousand miles down, I think-" (for, you see, Alice had learnt several things of this sort in her lessons in the school-room, and though this was not a very good opportunity for showing off her knowledge, as there was no one to listen to her, still it was good practice to say it over) "-- yes that's about the right distance -- but then I wonder what Latitude or Longitude I've got to?" (Alice had not the slightest idea what Latitude was, or Longitude either, but she thought they were nice grand words to say.)
O ancora troviamo anche la chimica in Through The Looking Glass e What Alice Found There, dove, quando Alice beve il latte, nel mondo al contrario succede qualcosa che ha a che fare con i componenti della bevanda che io ovviamente non vi so spiegare perché non sono Lewis Carroll e al compito di chimica mi scrivevo le formule sulle scarpe ma, voi, cari ovattatori, vi fidate se ve lo dico. Ancora, il gioco degli scacchi e la logica scende in campo con mosse sicure e sensate, ma spietato, Alice rischia di perdere la vita.
Già me lo vedo, quel puritano in gita in barca mentre racconta la favola ad Alice Liddel da cui poi, anni e anni dopo, ne è derivato un cartone animato. Questo, per essere esportato in Italia, è stato doppiato fin nella più picciol nota da musical disnegliano: grazie a quella gita infatti quando è il compleanno di qualcuno dopo che gli fai gli auguri ti canticchi simpaticamente anche Un buon non compleanno a me a me. Come si dice, dal produttore al consumatore
Quello che mi chiedo è: ma i genitori della pargola nel frattempo erano in trasferta a San Patrignano oppure peccarono semplicemente di permissività? Io la mi' figliola da sola con quello lì non ce la lascerei. Non è che lui le faceva ripetizioni di matematica?

Quest'uomo, in definitiva, usava le favole come arma seduttiva. Senza i conigli, è una norma applicabile tutt'oggi anche ad altre fasce d'età. Però che schifo.

P.s.: un ringraziamento speciale anche a Crispino, l'animale nato per fare il Crispino.

Ora me lo date il Nobel pure a me?

© Charles Lutwidge Dodgson ritratto da Oscar Gustav Rejlander, 28 marzo 1863 (Collezione Gernsheim, Harry Ransom Humanities Research Center, Università del Texas, Austin)

lunedì 28 settembre 2009

Œpsilon

Anch'io ai miei tempi sono stata una Pupilla. In seconda liceo andavo a ripetizioni di matematica dal cugino di mia madre, che la insegnava in un altro istituto.
Vogliamo parlare della tariffa? A suo tempo si prendeva 30.000£ all'ora, che scusate ma non sono per niente i 15€ di adesso, e grazie mille per lo sconto parentela.

domenica 30 agosto 2009

Il Pupillo

Il Pupillo ha passato l'esame, me l'ha detto l'altro giorno.
Il Pupillo mi temeva un po', quando facevo una battuta si vergognava di ridere. Poi se ne usciva con un'affermazione irriverente, senza volerlo.
Il Pupillo non si lavava le mani dopo essere stato in bagno: me lo sentivo.
Il Pupillo, lui, non ce la faceva a dire vacances senza aspirare la c (vahans). Gli ho detto più volte di uscire da quel corpo, ma niente, corazza dura da buon groupie della Chiocciola.
Il Pupillo scriveva in stampatello e con una grafia un po' così.
Il Pupillo era della bilancia, insieme eravamo equilibrati ma solo io intascavo i soldi.
Quando il Pupillo entrava in casa, guardava dritto davanti a sé pensando "Tra poco tutto questo sarà finito" mentre tuonava un "Permesso" seguito da virata a sinistra.
Il Pupillo mi temeva un po', quando gli ho offerto dell'acqua ha rifiutato, per tre volte.
Mi ha rifilato più di una scusa: la nonna, il mare; mancavano il cane e la febbre.
Gli ho chiesto se avesse internet che gli mandavo qualcosa. Mi ha detto di no. Poi se n'è pentito, era troppo grossa, mi ha detto "Sì ce l'ho, t'ho detto di no perché sennò te mi mandi le cose".
Il Pupillo un giorno l'ho sorpreso dalla finestra ad ascoltare la musica sotto il portone di casa, non voleva entrare cinque minuti prima. Infatti allo scoccare dell'ora x ha suonato il campanello.
Il Pupillo mi temeva un po' (e non ho mai capito perché), ma ha passato l'esame. In fondo gli volevo pure bene.
Un'ultima cosa, il Pupillo è ancora vivo.