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sabato 9 gennaio 2010

Che giornata produttiva, che giornata divertente

I 99 Posse, tornati magicamente in vita: stasera non andrò a vederli, dopo una zaffata di realismo per l'organizzazione della serata.
Spiegare cosa rappresentino per me, non è facile. O meglio, lo è, e parecchio. I 99 Posse sono la mia adolescenza. Lo sono e basta. C'erano solo loro e De Gregori. Il secondo pienava il lato romantico e interpretativo, e gli altri la ribellione.
A distanza di anni senza ascoltarli so intonarne a memoria qualsiasi pezzo. Possiedo tutti i loro CD, fino a La tempesta, un nuovo progetto (i Nous), orfano di 'O Zulù che è durato quanto un toc toc alla porta.
Comprai il primo CD nel '99, anno del loro scioglimento, quasi fatto apposta - colpa di Yoko Ono, avrebbero detto gli Elio e Le Storie Tese - e poi percorsi le pubblicazioni a ritroso.
Porini! Quanta gente li schifava.
Il mio periodo da discman nell'autobus con la discografia novantanovepossiana è durata quasi un quinquennio. Poi basta, voltai pagina. La ribellione era finita, mi ero già tagliata i capelli da tempo.
Se ci penso mi viene un po' di nostalgia. Erano dei gran brutti ceffi e dalle mie parti non li capivano quando cantavano, ma io gli ho sempre voluto tanto bene. Anché perché io li capivo. E perché ero piccina, oggi forse non inizierei mai ad ascoltarli.
E stasera suonano, a più di un'ora di macchina da qui, ma senza Meg. 'O Zulù sarà lievitato negli anni, e forse riproporranno la stessa minestra riscaldata dei successi degli anni scorsi. Forse sarà un raduno di nostalgici dei Centri Sociali, un po' come i sessantenni che vanno a sentire i Pooh, la stessa ricerca identica.
Non mi avrete mai come volete voi!