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lunedì 19 novembre 2012

Il puzzo di pulito

Presa da non so quale presunzione marsigliese stasera ho provato a fare il sapone, riciclando una mezza bustatina di moncherini di sapone bianco all'olio di palma, sapone verde all'olio d'oliva, sapone viola alla lavanda, sapone Dove coi bruscolini per fare il peeling, saponettona carissima ma regalata e profumata che la mi' mamma usava da soprammobile ma poi s'è sbeccolata cascando per terra.
Ho cercato il procedimento affidandomi al primo sito. Sono però andata a braccio, che ci avevo guardato mesi fa e avevo stipato all'uopo le liche di sapone: ricercandolo di nuovo mi sono accorta di aver saltato il passaggio di frullare gli avanzi di sapone prima di scioglierli. Credo che il pentolino a pezzettoni sia stato sul gas a bagnomaria per un paio d'ore e non era successo niente; io pensavo si sciogliessero come il cioccolato quando si fanno i dolci. Devo confessarvi che non succede. In casa si stava asfissiando dal puzzo di pulito, ho anche acceso la ventola. Siccome sembrava di stare in una raffineria ho aggiunto acqua al composto, che è diventato una poltiglia bianca che pareva salsa tonnata dei crostini. Infine ho messo il tutto in dei ciotolini con una forma bellina per servire miele e marmellate accanto ai caci, ora sono in frigo e spero che domani qualcuno non spalmi il sapone sul pane.

sabato 8 settembre 2012

Ça t'amuse

© Frontierenews
Si sta spargendo la voce dell'apertura di questo nuovo ristorante fiorentino dal nome che farà ridere i più, "L'è maiala!", in cui i proprietari accettano di essere pagati con il baratto. Quindi uno arriva e si mette d'accordo offrendo artigianato o materie prime dell'orto, o in casi estremi, si può pagare anche a soldi. Il nome dell'osteria significa "È dura!" e vuole venire incontro ai cittadini in tempo di crisi.
Ecco, io dopo un primo momento in cui m'è venuto da sorridere trovandola un'idea originale, penso in fin dei conti di non metterci mai piede in vita mia.
Le ragioni di questo boicottaggio sono molteplici. Innanzitutto con questa iniziativa sembra che andare al ristorante sia una necessità primaria. I soldi scarseggiano e ti pago con un mobile di casa: è giusto nei confronti di chi la miseria la vive per davvero? Inoltre, mi dico, se uno non si può permettere il ristorante, se ne sta a casa sua. La clientela si presume sarà dunque popolata da curiosi, curiosi del ristorante e della povertà. Quindi è tutta una messa in scena, una ricca presa per i fondelli di chi si vergognerebbe realmente di vendere le proprie cose per mangiare. E poi, ma sì! Fregiamoci di un'ennesima involuzione mascherata da operazione progressista. Trattasi invece di sciacallaggio bello e buono, una goduriosa operazione di marketing che specula sulle presunte tasche sempre meno piene della gente. Gente che, ripeto, se le tasche ce le ha vuote di certo non va all'è majala ma l'è majala! lo dice a casa sua.

lunedì 23 aprile 2012

Guarda un po' che accento

Scusate se mi presento con un post che per alcuni risulterà irritante, solo che oggi mi è capitato di leggere sulla copertina di una tesi:

UNIVERSITA' e FACOLTA'

Ora io scusate nuovamente se mi permetto di arrivare con la lezioncina ma non ne posso più di vedere scritte tali amenità anche in elaborati che dovrebbero essere seri. Figuriamoci poi nelle comunicazioni quotidiane.
Dov'è finita la correttezza ortografica?! Ma questa cosa irrita solo me?! Non mi fate sentir sola.
Quella tesi prevedeva dei lavori allucinanti fatti col computer, grafici, projezioni, piante, insomma, cercare un simbolo in Word era proprio la minore delle fatiche. Per non parlare del fatto che le lettere majuscole accentate si possono fare anche con la tastiera. 
Allora mi dico che oggi non si conosce proprio la differenza fra l'apostrofo e l'accento grafico! Non è questione di pigrizia: scambiare a piacimento apostrofi e accenti grafici è talmente diffuso da pensare che uno può fare un po' come gli pare. E invece no! Io ragazzi mi batto il petto che non scriverò sicuramente in una maniera perfetta, ma in questo sono sicura delle mie affermazioni.
Facciamo chiarezza:
  • L'APOSTROFO ( ' ) indica un'elisione, ossia il taglio netto di una parola per ragioni diverse.  Il taglio può avvenire a inizio di parola ('sto= questo) e più frequentemente in fine di parola. Spesso è inserito perché la parola successiva inizia per vocale (un'aiuola, un'elisione, l'ombra) oppure perché la parola è più corta rispetto al termine di origine (po' = poco scritto più corto, vado a mangia' = vado a mangiare detto con un toscanismo). Quindi Universita', scritto così, vuol dire che in realtà la parola sarebbe più lunga. "Università", però, è solo una parola tronca.
  • L'ACCENTO GRAFICO è di vari tipi, in italiano può essere grave (è, à, ò, ù, ì) o acuto (é), si mette nelle parole tronche - ossia quelle con l'accento tonico (la vocale che "si sente di più" in una parola) che cade sull'ultima sillaba, o per distinguere alcuni omofoni - ossia parole che si pronunciano allo stesso modo ma hanno funzioni grammaticalmente diverse (es. da preposizione - da qui a lì - ≠ verbo - il metano ti dà una mano -).
Andrebbe denunciato sulla pubblica piazza il cretino che ha messo invece di po' nel dizionario T9 dei cellulari, così che a chi mai fosse venuto il dubbio prende il proprio telefonino per l'Accademia della Crusca. Che in fin dei conti da cosa vuoi distinguere ?! Dal fiume?! Che anche lì, la distinzione non ha ragione di esistere perché fino a prova contraria Po è un nome proprio e di conseguenza vuole la majuscola (la negligenza sulle majuscole è altro argomento che necessita di uno spazio tutto suo), e si distingue da sé.
Io mica per altro, un errore scappa a tutti, ma su questo argomento non transigo e anzi a pranzo mi è venuto il sangue amaro e mi sono messa a fare il comizio, con grande gioja dei miei che meglio si sono goduti il pasto.

Non cedete alla pigrizia di mettere l'apostrofo al posto dell'accento: sono due segni grafici che hanno una valenza differente. Mi si verrà a dire: "Sì! Ma queste cose io già le so!" e allora se non lo fai già, scrivi quello che sai nel modo corretto. È come se uno mentre ti dà uno schiaffo ti dice pure che sa quanto sia importante il pacifismo. Lo so che ora la videoscrittura è più diffusa di carta e penna e che spesso uno "fa prima", allora sapete che? Non andate più al lavoro che fate prima a stare a letto la mattina.

Insomma tanto che ci sono e che ho fatto tutta 'sta manfrina:
  • Qui trovate come fare gli accenti con la tastiera per il Windows. Si tratta di combinare semplicemente un tasto con una serie numerica.
  • Per il Mac, premere alt+8 per l'accento acuto, alt+9 per l'accento grave e poi fare la lettera majuscola (con lo shift)
  • Qui trovate gli accenti per il Linux (probabilmente se avete Linux comunque sapete già tutto).
Altrimenti fate un cavolo di copia-incolla da qui:

À È Ì Ò Ù É 

almeno per l'italiano, poi andrebbero rispettati tutti i segni grafici anche nel resto degli alfabeti e delle lingue. Perché a forza di dire "Eh, tanto è uguale!" uno fa le figurette. E in fin dei conti se una cosa è fatta bene è più "uguale" che se fatta male. Sarebbe come dire Mettici una a al posto della e, tanto è uguale. D'altronde non è altro che una serie di convenzioni, e qui come in altre manifestazioni umane le regole ci sono, e se nel frattempo oltre al contenuto si vuol far passare il messaggio "io non comunico a cazzo di cane quello che produce il mio cervello" tanto meglio, no?
Finalmente mi so' sfogata. Il prossimo che becco a mettere l'apostrofo al posto dell'accento gli faccio una testa così, invece di continuare a incassare. Che poi io in realtà voglio bene a tutti ma era giusto per me affrontare e pubblicizzare l'argomento, a costo di risultare pesante, bacchettona o come altro vi è venuto in mente leggendo.

Direbbe Vasco Rossi (dopo una sfilza di "Aaaaaaah" "Eeeeeeeh" "Ooooooooh") Vivere, è passato tanto tempo.
No dai, scherzo.

martedì 2 agosto 2011

Emmobbasta

Non sopporto più Parigi, la sua menzogna. Come una bella persona che dici Ah però poi alla fin fine delude. Nel mio capo è diventata piccola e decadente. Le sue teste scapigliate e le camminate con finta aria indifferente. Machiticaca. Lo stile sbottonato e mormorante di caffè brulicanti di topi. I bambini bobos e tutti sti dandy e sti alternativi che non sanno più come farsi notare che ci hanno veramente stramazzato i coglioni.


-------------------------------------------- Ritorno

Superato lo shock dell'appiccicume e dell'immondizia, guardando il sole ho avuto la sensazione di respirare la luce e m'è venuto da piangere, ma non l'ho fatto

domenica 9 gennaio 2011

L'hanno rifatto!

L'hanno rifatto!
Hanno rimesso la colonna sonora de L'Esorcista su Radio Capital... ma stavolta non ero da sola in macchina, purtroppo o per fortuna, ero con un amico che fra l'altro aveva letto il post che precede questo. Ho detto hai visto l'hanno rimessa, fa paura! Non credi? E lui Ah ma è un grande compositore e di qua e di là, pensa ha fatto anche Moonlight Shadow (mmm sticazzi) alché io ho detto Zitto cambiamo stazione che mi fa paura. E non fare versi che sennò mi spavento te lo chiedo anche per la tua incolumità (stavo guidando).
Così lui ha pensato bene di ruggire, io ho urlato e un'altro po' si vola di sotto dal cavalcavia. Lui s'è scusato, non aveva capito che mi facesse veramente effetto, Pensavo fosse un topos.
Ma caa topos???
Comunque in tema al tema horror vi presento una vignetta che ho fatto oggi al lavoro (sì, al lavoro).