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sabato 21 maggio 2011

Di chi sto parlando? *

Vanno 
vengono 
ogni tanto si fermano 
e quando si fermano 
sono neri come il corvo 
sembra che ti guardano con malocchio 

Certe volte sono bianchi [come mozzarelle]
e corrono 
e prendono la forma dell’airone 
o della pecora 
o di qualche altra bestia 
ma questo lo vedono meglio i bambini [che si portano appresso]
che giocano a corrergli dietro per tanti metri 

Certe volte ti avvisano con rumore 
prima di arrivare [vociando da in fondo alla piazza]
e la terra si trema 
e gli animali si stanno zitti 
certe volte ti avvisano con rumore 

Vanno 
vengono 
ritornano 
e magari si fermano tanti giorni 
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più 
il posto dove stai 

Vanno 
vengono 
per uno vero
mille sono finti [che in realtà glimportanasega.]
e si mettono lì tra noi e il cielo 
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia. [Almeno si levano di 'ulo!]





* dei turisti. 
È incredibile quanto questo testo, con i dovuti accorgimenti del cambiamento di genere, si adatti perfettamente ai miei sentimenti verso la categoria.

venerdì 24 dicembre 2010

La pluie de Noël

Pioveva e non sapevamo se all'uscita fosse consono ridere per qualcosa.
Oggi quei bambini vivranno il peggior Natale di sempre, e ogni anno sarà un triste anniversario. Ho avuto la sensazione che la fantasia però non li facesse ancora rassegnare. Erano composti e sfuggivano gli sguardi, con un dolore che si intravedeva come capocchie sul portaspilli.
Mi è dispiaciuto dar loro un bacio sulla guancia dopo aver fumato una sigaretta. Ma poi ho pensato che anche se la loro statura è metà della mia hanno vissuto più di me e non si sarebbero scandalizzati.

giovedì 1 aprile 2010

Rovesci

Quanto pioveva! Pioveva così tanto ma così tanto che sembrava non piovesse. Pioveva così tanto che facevo finta di esser forte e agile nell'affrontare la pioggia

Il cielo squarciato da lampi chilometrici! 

Pioveva e la borsa era zuppa, il mio braccio era zuppo, i miei piedi erano zuppi, le punte dei capelli erano zuppi e Jean-Jacques in borsa anche lui aveva aperto l'ombrellino. 
Mi sono innervosita ma non l'ho detto, non sta bene lamentarsi sempre. Finisce che te le tiri dietro.

Poi, una volta giunta a casa ho tolto, come potete ben vedere, un bel po' di quadri dalle pareti perché in questi casi gli orpelli ti stanno stretti e di parecchio. Si campa meglio con meno cose intorno.

E sai cosa odio
Odio quando qualcuno invece di parlare del tempo perché non sa cosa dire si mette a parlare di politica così pare che si faccia un discorso serio.

lunedì 28 dicembre 2009

Fosse per loro, solo incontri galanti nei luoghi pubblici.

Dopo il giro relativo (relative tour) odierno mi sento rinata! Rinata perché so di essere a posto per diversi mesi. 
Mi stavo chiedendo, senza relazione con quanto ho detto: dov'è situato il quartier generale dei rosari - intesi come venditori di rose, quelli che pensano e sperano sempre che il tuo amico sia il tuo spasimante, addirittura anelano a fargli cambiare intento - ? Ossia il magazzino, con lo scagnozzo che dà ai subordinati dello Sri-Lanka i mazzi da vendere ai bordellotti in piumino e Timberland? No, credo proprio di essere arrivata alla conclusione che sia ambulante, se esiste. 




Nel bar l'altra sera è venuto con le rose, poi mezz'ora dopo essere uscita lo stesso stava vendendo ombrelli con un ampio gesto di versatilità dato il tempo (io ho precisato che mi trovassi benissimo a ripararmi col giubbotto, grazie. Poi i miei soldi li spendo in altre utili destinazioni). 
Le ipotesi sono tre: 
  1. o è un prestidigitatore che ha trasformato i fiori in ombrelli;
  2. o qualcuno è venuto di corsa a portargli gli ombrelli e ha preso in cambio le rose;
  3. o lui si è recato allo stranamente vicinissimo quartier generale.
Chissà quanto imprecano, e giustamente. Azz me la vuoi comprare una rosa che sia una, maledetto frequentatore di posti a pagamento, anche se te la tieni per te


A dirla tutta non so perché abbia parlato di loro, e a quest'ora, in cui per coerenza verso i miei amici dovrei già dormire visto che No no è tardi vi saluto, e mi dispiace dipingerli con colori così sgargianti, ma d'altronde è così che dimostrano la loro rispettabile professionalità. 
I venditori illegali di romanticismo rifiutato.
No grazie, veramente. No grazie, niente rose stasera non abbiamo spicci.


Un applauso a voi, je vous kiffe.

domenica 9 agosto 2009

Inverno: mattinate di maggiorenni.

Afosa, afosa estate...è anche passato un breve acquazzone a fare visita qualche minuto fa, aveva il passo affrettato. Ciao.

Afosa, afosa estate dove sembra di non poter programmare niente, né per la serata né per il futuro.
Il fastidio di combattere contro l'aria pesante e non solo fisicamente.
La difficoltà di ritagliarsi degli spazi, anche per pigrizia e assenza di lungimiranza.
Non è sempre possibile proteggersi con una zanzariera. VzzzzzzzzzZzzzzZZzz.

Pesantissimo badare continuamente a sconosciuti, per un po' di spiccioli senza contributi. Sconosciuti immersi nell'afa di questi pomeriggi passati a scacciare mosche, a parlare di cibo e di tempo. A pensare densamente, a blaterare con superficialità, a dare giudizi affrettati così, un po' superlight senza filtro. A lamentarsi della propria vita (sempre però mantenendo lo stile di vita occidentale come termine di paragone).
Tramonti pigri, sfatti e nascosti, televisore spento,
uuuups,
un dito di polvere, un po' di calcare nella doccia che lavora di più.

Applausi: applausi non per me, né per te, risate e accenti nordici. No, non al nord, più al nord.
Brusio, cicaleggio diurno di ospiti invernali mancati.
Umorismo che non mi appartiene: sorrido per cortesia. Forse gli altri fanno lo stesso con me.

giovedì 16 luglio 2009

Divaghescion quasi romantic

C'était un petit cheval blanc
Tous derrière et lui devant.
Il n'y avait jamais de beau temps
Dans ce pauvre paysage.
Qu'il avait donc du courage,
Il est mort sans voir le printemps
Ni derrière ni devant.

sabato 11 aprile 2009

Dai!

enerdì di scherzi temporaleschi, riflessioni sulla vita di fronte a un panino e a un Estathè (la Ferrero ci va giù pesante coi giochi di parole) e di acquisti inutili - la giusta commistione di rutìn e sorprese.

Le solite perle di banalità a cena con i parenti apparenti (ovvero che appaiono una volta all'anno).
Qualcuno gonfia un aneddoto che mi riguarda: lo contraddico, sminuisco.
Arriva, attesa, la solita domanda annuale: "Allora quante lingue parli?", nemmeno si dovesse riempire l'album delle figurine. E si mettono lì a contare sulle dita. Come fossi l'unica. Oddio, forse in famiglia sì. "Dai parlaci in..." ma se avete il satellite a casa, perché non vi sintonizzate ogni tanto su un canale straniero? Sono più convincenti di me. E non hanno capito che c'è passione e voglia di scavare, il curriculum non c'entra.

Per fortuna quasi più nessuno ha ancora il coraggio di pormi la fastidiosa domanda "Allora dipingi?! Ma quanto dipingi?" Dai, riattacca tu. Sono uscita dal tunnel dei colori a olio all'età di dieci anni, non che mi sia evoluta, ma è stata una semplice emulazione, a quel tempo. Una bambina mezzo prodigio che è diventata una mezza cogliona, e certi giorni non scommetterei su quel restante cinquanta percento. Ho fatto tre cose buone in questi anni vita, e non si sa il motivo per cui mi piovano in testa elogi senza senso, e che non sento di meritare quasi mai, perché riconosco la mia mediocrità. Forse non si è manifestata bene perché ogni anno si ricordano solo le cose buone. D'altra parte sono le uniche che i parenti apparenti vogliono sentire, per il resto, ignorano. O meglio: non si interessano minimamente a me in maniera universale. Non che desideri ricevere domande approfondite: non so se capirebbero, o se io avrei voglia di dire la verità. Vorrei solo poter stare in silenzio visto che non mi va di raccontare.
Le domande di circostanza ve le potete tenere, le mance, invece, sono sempre ben accette.

Per finire: ultime immagini del disastro in tv. Commento di mio padre: "Chissà quando sarà la prossima tragedia. Ora tutti lì, alla prossima ci butteremo tutti da un'altra parte. Sembra il funerale di un parente, non ti cachi mai poi vai lì quattro baci, quattro cazzate e poi si torna tutti a casa"

giovedì 5 marzo 2009

(Sc)altra

Non mi basta più ascoltare le persone, voglio sognarle, e di conseguenza viverle, essere loro. Sono stanca di essere solo me stessa. Vorrei domani svegliarmi ed essere qualcun altro, ma senza la consapevolezza che fossi stata io prima. Qualcuno che non si ponga le mie domande, e a cui non interessi vivere qualcun altro. Essere altro e basta - o animale - azzerando la coscienza di fin qui.
Vivo spontaneamente, ma non abbastanza, tutto deve passare dal trituratore del mio cervello e quando arriva il momento di scegliere tutto si risolve in un prodotto molto simile ad un colabrodo. Anche i lampi di genio più lampanti che geniali che mi trapassano la testa sono solo sporadici fenomeni che non fanno mai parte di un sistema autoreferenziale (o forse si autoreferenziano così?). Interezza - questo mi manca. Monolitismo, certezze. In una parola: forse manca l'amore, e manca a tutti in questo mondo, guardiamoci in faccia. Magra, magrissima, trasparente consolazione
Lo cercherò nelle immagini che mi è consentito vedere, nei momenti più sgombri della giornata, nel rincasare, nelle partenze, negli addii che hanno incluso degli incontri, nel salire o scendere le scale. Lo sento vibrare nell'aria come un'energia che non fende i corpi, o che i corpi perlopiù ignorano
Per la strada: scontri di sguardi, urti spiacevoli, o pezzi della tua vita che si materializzano.
Oggi gli applausi della versione live si confondevano col rumore della pioggia sul lastricato e non riuscivo più a distinguerli

mercoledì 18 febbraio 2009

Poème TG 5

I fiocchi di neve sono arrivati fin sulla costa
A Roma il forte vento ha provocato la caduta di numerosi rami
Questo tempo così avverso
A Napoli peraltro la situazione non è destinata a migliorare, anzi
Centocinquanta milioni di euro per i danni causati dal maltempo agli agricoltori
Attraverso la via telematica.
Anche le fughe d'amore sono più moderne, certo, ma non più affidabili
La fuga d'amore di coppie giovani, spesso minorenni
Lui tifoso del Manchester United
L'uomo è caduto nella seduzione
Solo a quel punto ha scoperto l'inganno
Sua moglie ha deciso di divorziare
Il risultato non cambia.
Adolescenti che non hanno obiettivi
Davanti a certi vuoti esistenziali
Poi la scelta più immediata è quella di andarsene col primo che passa
Occhio alle fregature dunque del web.
Ecco le batterie che si ricaricano con la luce del sole.
Immediato e semplice da usare
Ecco per tutti lo schermo touch-screen
Poi si possono lanciare le funzioni desiderate
Vedere le nostre immagini preferite
Nel duemilanove poi si lancerà sul mercato il telefono indistruttibile
Senza rinunciare alle funzioni più sfiziose
Il telefonino più costoso, Aura, tempestato di brillanti, costa seimila euro.
Buona serata.


Milan-Arsenal 0:2