domenica 21 novembre 2010

The world is a vampire

Questa storia la conoscono tutti quelli con cui parlo, ma proprio perché è per me l'archetipo della figura di merda ho deciso di scriverla anche qui. Più che altro è un racconto della mia indicibile diffidenza.
Questa storia si svolge alla fine di una serata tranquilla e infreddolita passata con amici a bere Schweppes col limone e a dire le solite cazzate sui gradini di una chiesa: l'archetipo dell'uscita quando erano ancora tutti qui, più o meno. La serata si concluse con il passaggio a casa dato ai già citati amici, che si disposero una sul seggiolino anteriore e l'altro dietro (probabilmente senza cintura di sicurezza).
 
Usciamo dal parcheggio, e alla fine della via vedo davanti a me una ragazza che sbracciandosi mi fa capire che vuole che mi fermi. Sicura che le mie strutture cognitive siano perfettamente funzionanti, comprendo il messaggio e mi accosto. Premo sul bottone che fa abbassare il finestrino per sentire se oltre alle bracciate avesse anche un messaggio verbale per me. Avevo intuito bene.
La ragazza ci fa: "Ciao ragazzi scusate... Non è che avreste i cavi della batteria?!"
E ora sarei troppo incalzante se subito scrivessi quale fosse stata la mia risposta. Cercherò quindi di spiegare cosa accadde nella mia testa in quel preciso momento, per gradi.
  1. Questa tizia pensa che noi siamo un gruppo musicale che sta andando a suonare (a quest'ora, poi);
  2. Questa tizia fa parte anche lei di un gruppo musicale che sta cercando di appropriarsi dei cavi della batteria (intesa come strumento a percussione) del nostro gruppo che ne rimarrà quindi sprovvisto dettando l'insuccesso del nostro spettacolo stasera;
  3. Questa tizia ci sta pigliando per il culo perché è noto che la batteria sia uno strumento che non ha bisogno di cavi elettrici: per chi mi ha preso?
  4. Noi non siamo un gruppo musicale! Hai voluto fare una battuta sulla musica? E allora ti servo io!
La mia risposta: "No non ce li ho, però c'ho gli Smashing Pumpkins" e ho alzato a presa di culo il volume dell'autoradio a un livello abbastanza alto affinché lo smacco riuscisse.
Lei mi ha guardato interrogativa, io ho ingranato la prima e me ne sono andata. 50 metri dopo mi giro verso i miei amici guardandoli con l'aria di avete visto come sono sagace.
La mia amica accanto al posto del guidatore dopo alcuni secondi di silenzio mi dice "Ma sei rincoglionita?" e io "Perché scusa?" e lei "Perché a quella povera ragazza si era fermata la macchina, voleva i cavi per rimetterla in moto" e io "Cazzo"

E così finisce la storia più imbarazzante degli ultimi 5 anni. Poi capite che non è un bene stare sempre sulla difensiva.


2 commenti:

Doctor Peter and Mister Hook ha detto...

Ciao. Sono approdato qui grazie al (o a causa del) termine "immaginazione" che abbiamo entrambi inserito tra gli interessi del profilo. Così mi sono trovato davanti un blog dalla cromaticità diametralmente opposta a quella del mio, ma gradevolissima. Leggendo i primi post ne ho avuto un'ottima impressione (scrittura elegante e appassionante, direi). Mi associo ai follower, se non ti spiace. In quanto alla gaffe della batteria, meriterebbe un nobel: io non so se avrei avuto il coraggio di postarla :). Tanto spassosa che come vedi non ho resistito a commentarla... Alla prossima.

NêZ ha detto...

Ti ringrazio e ti do il benvenuto ufficiale!
E comunque... lei sarà rimasta anche a piedi, ma nessun altro fra le macchine fermate le avrà dedicato gli Smashing Pumpkins.