sabato 22 maggio 2010

Patience Door (Porta Pazienza)

Sono convinta che la pazienza si possa allenare. Credo fermamente che sia ben poco il merito del carattere, giusto una punta. Il resto è influenzato dagli obblighi quotidiani, dai luoghi che si frequentano e dallo stile di vita, che modulano la personale capacità di sopportazione. Tutto sommato essi cambiano anche il nostro carattere, che diventa così più o meno paziente. Quindi la pazienza è una questione di abitudine. Esistono persone in grado di attendere per un'infinità di tempo senza perdere le staffe, né scoraggiarsi. 
Ci sono delle attività, come ad esempio il mio lavoro, che consistono in una continua attesa, ajutando ad estendere la percezione temporale, a non volere tutto subito, a diventar capaci di resitere e riflettere e di avere l'impressione che le ore a disposizione siano infinite. Senza per questo sentirsi impazzire. Persone, in poche parole che non si lasciano spaventare a morte dalla ripetitività, che preferiscono la quiete in ogni cosa. E lo posso affermare con sicurezza perché è capitato che mi venisse a trovare qualcuno: pur non essendo solo, dopo due ore non reggeva più e si chiedeva come facessi a resistere così tanto tempo nella quasi totale solitudine, in attesa. Semplice: basta aspettare, prima o poi finisce. Che ci vuole? La fantasticheria, il trastullo, la tranquillità sono le armi che vengono in soccorso. Per questo non mi spaventa una coda, l'attesa di una risposta, e sono abilissima nel rimandare le azioni, e a tenere a bada l'impulsività. 
Il problema si presenta quando ci vuole un'azione precisa, pronta, lucida; quando c'è da incalzare e stringere i denti per raggiungere un obiettivo. Lì no, si fa acqua, e la persona paziente si avvilisce della propria stessa pazienza. E il paradosso è che riesce a sopportarla pazientemente.

3 commenti:

sR ha detto...

so essere tanto paziente e allo stesso modo potrei essere infinitamente impaziente. dipende dalle situazioni.

NêZ ha detto...

Sì certo, dipende dalle situazioni...sai però, ci ho riflettuto e sono giunta alla conclusione che quando è la mia non è vera impazienza, è giramento di balle. Il nervosismo fa essere fintamente impazienti: non si tollerano torti (o presunti tali) in quei momenti, come il fatto di esser costretti ad aspettare.
Poi, per il resto, pace e gioja.
Saluti.

Adele ha detto...

purtroppo la pazienza è un qualcosa che spesso mi sfugge, mi pare di viaggiare su dei binari ad alta velocità e che quando qualcosa si inceppa e il tutto si rallenta, allora la mia ira/nervosismo/ansia prende il sopravvento.
secondo me la pazienza denota la maturità della persona, infatti è tipico del bambino il "voglio tutto e subito".