TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? tu cosa vuoi fare dopo? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO? TU COSA VUOI FARE DOPO?
martedì 29 gennaio 2013
lunedì 14 gennaio 2013
Tips for foreigners in Italy #1 - Cappuccino
Ore
19:19
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| © Martina Sandrini, Un altro cappuccino? |
I usually write my posts in Italian, but this time I'll do it in English because I want my message to be as widely understandable as possible. It's just like the translation of the restaurant menu. You understand, you eat.
I adress to the foreign visitors of this blog and to the foreign visitors of my country (not that I think that this blog has many foreigners in its readers, but I'll do it just in case). So, this column's aim is to give tips for a better short or long cohabitation. It's made for those who are in Italy, planning to come, or have been and are now regretting their mistakes. It won't be a sterile complaint among Italians. It is just a way not to have a big sign on you that says Foreigner.
Yesterday I was talking to a friend of mine about a strange phenomenon we all notice. I'm referring to a simple foreigners' habit that has been upsetting Italians for decades. It happens when they see foreign tourists order cappuccino in the afternoon, in the evening or even - that's the worst thing of all - during a meal.
So please, don't think that we drink cappuccino all day long: after 11 a.m. it is not culturally acceptable to have one (11 a.m. referring to a late breakfast). And don't you think that just by having a cappuccino anytime you're going through a path of cultural integration. Please order your cappuccino in the morning considering that CAPPUCCINO IS A BREAKFAST DRINK and nothing more. They'll serve it later if you ask, but everybody will probably think that that's ridiculous. The barman, the waiter, and even passers-by.
Tip: If you like the taste of milk and coffee, you can drink a caffè macchiato (coffee with a bit of milk). This, being a subtype of coffee, is accepted as a all-day beverage. And, of course, we also drink tea if you prefer.
If you feel that the amount of caffeine in your body is reaching worrying levels, do ask for a "decaffeinato". Same taste, no caffeine (they say).
Sincerely.
Avvertenza per il futuro
Ore
01:55
Bolle in pentola su questo spazio trito e ritrito una rubrica dal titolo "Tips for foreigners in Italy". Ho deciso di iniziare il 2013 con meno lamentele e più azioni. Tutto è partito da una chiacchierata di fronte a una piadina. Siccome chi mi conosce e/o legge i miei post da un po' sa quanto possa essere spietata con i turisti e gli stranieri in generale che si aggirano per le strade, nei negozi, per i bar, nei musei, una storia da odi et amo, ho preso in mano la situazione e pubblicherò dei suggerimenti per affrontare quotidianità culturali senza fare gaffes. Saranno direttamente rivolti a loro, così se per caso qualcuno ci incappa uomo avvisato. Poi uno è libero di farsi prendere in giro ugualmente. Magari non hanno avuto modo di informarsi. Anche se, per il bacino quasi nullo che tocca 'sto blog la cosa rimane perlopiù ideale ma non si sa mica mai. Insomma per farla breve ho scritto questo avviso perché i post della rubrica saranno in inglese così da rendere effettivo il fortuito intento. Mi sembrava giusto dirlo perché a me sarebbe venuto in mente un "Ma questa che fa?". Saranno poi graditissimi segnalazioni e suggerimenti, perché chi suggerisce ha bisogno di suggerimenti più degli altri.
E poi sarei più grata che qualcuno mi desse consigli su come comportarmi che su quali monumenti andare a vedere, quando viaggio. Magari anch'io sbaglio e non lo so.
Sarà che vorrei viaggiare e invece so' zavorrata qui. Tant'è! Buenas noches muchachos!
sabato 22 dicembre 2012
Sentirsi vecchie in 3 secondi
Ore
02:15
Pizzeria; al bagno ci siamo io e un gruppetto di ragazzine quindicenni che stanno per uscire a ballare dopo la cena di un compleanno. In tre sono davanti allo specchio che si appesantiscono il trucco scoccodando, una è dentro al gabinetto da non si sa quanto.
"Luuuna! Ti muovi, c'è una signora in fila!"
"No guarda ti prego non mi dire signora!"
"Ah, mi scusi..."
mercoledì 28 novembre 2012
Il rutto del dogma
Ore
02:09
I primi segni coscienti dell'abuso dell'assolutamente li registro già al liceo, in qualche annata compresa fra il 2002 e il 2004. La pulce nell'orecchio me la impiantò il mio professore di italiano e latino, che si lamentava alle risposte del mio compagno di banco interrogato, che spesso alle domande ribatteva con "Assolutamente!". Il docente, uomo cinico, ironico, alto e provato dalla vita e dagli adolescenti lo redarguiva con "Ma assolutamente che? Che vuol dire? Sì? No? Assolutamente non vuol dire niente!"
Poi sono passati un po' di anni senza televisore in casa e la questione la sentivo sopita. Poi mi è tornato all'udito l'assolutamente, più assordante di prima.
Io avevo creduto fosse un fenomeno effimero che sarebbe durato una stagione invernale di Verissimo al pomeriggio, ma a quanto pare questo orribile assolutamente sta mettendo le radici nella lingua italiana come una mangrovia, o come un callo, e sta scavando i suoi osceni cunicoli già da una decina d'anni, o anche da prima, ma del prima non me ne rendo conto.
Mi sono chiesta in quale calderone sia stato generato l'uso fuori luogo di questo avverbio che andrebbe usato proprio pochissimo. Andrebbe usato con parsimonia perché la vita di rado è categorica: si può dire che è assolutamente vero che si muore, ma rispondere a Ti piace il giallo? con Assolutamente sì, io senti, se non ti dispiace, ti vomito addosso.
Ti vomito addosso perché hai guardato troppi film doppiati male. Dove qualcuno ha tradotto un absolutely della sceneggiatura che non ha ragion d'essere in italiano.
Ti vomito addosso perché articolando quella parola in italiano esterni il fatto di non saper speculare su un concetto, ma butti là un dogma anche per cose ridicole. Perché noi tutti, nell'ottanta percento dei casi (sì, anche e soprattutto la politica spettacolarizzata rientra in questa percentuale), parliamo di cose ridicole, basta saperlo, basta essere al corrente che le discussioni non riguardano sempre i massimi sistemi. Smettere di parlare di cose quotidiane e ridicolizzabili - più che ridicole - sarebbe ridicolo di per sé, ci mancherebbe altro.
E in questa Italia becera la discussione (soprattutto quella dei salotti televisivi) non prevede più un dialogo di ascolto e replica, ma una dettatura scandita di chi fa la voce grossa. Anche quando si parla di cazzate, inconsciamente. Quindi quella categorizzazione dovrebbe convincere l'interlocutore che si stanno pronunciando parole profetiche e indiscutibili. AÒ!!! Ma come ti permetti? Dov'è la libertà di controbattere? Dov'è la libertà di pensiero e di azione? Chi sei tu per imboccarmi verità?
L'assolutamente eleva a dogma la cazzata. Viva la cazzata eh per carità, campi cent'anni ma almeno facciamo i distingui. E quindi la domanda è Chi sei tu per darmi in pasto cazzate travestite?
Come accennato sopra, poi appunto l'apice della minchiata lo raggiungono le risposte secche "Assolutamente sì!" o "Assolutamente no!" come se il semplice "Sì" o "No" non fossero sufficienti a far credere che le parole possano esprimano realmente il proprio pensiero. Ma che ci vuole il certificato di garanzia per rispondere a una domanda triviale? Che è il meidinitali della risposta? Il sì e il no da soli so' tarocchi? Accendi l'apparecchio e vedi le interviste per la via:
- Fa assolutamente freddo? - Assolutamente sì! - E quindi lei pensa di non andare a fare il bagno al fiume assolutamente seminudo? - Assolutamente no! - Assolutamente grazie, assolutamente arrivederci! - Assolutamente prego!
MA CI ANDATE IN QUELL'ASSOLUTO POSTO!?
Io ce l'ho con chi lo usa, non ci posso fare niente. Se sento dire erroneamente a qualcuno assolutamente da quel momento in poi non gli dò più peso, per me è cretino, punto.
Se non ci avete ancora fatto caso, fatecelo per favore. Anche se mi sembra impossibile non averci fatto caso.
Se non ci avete ancora fatto caso, fatecelo per favore. Anche se mi sembra impossibile non averci fatto caso.
Mi viene l'orticaria ad ogni assolutamente sentito in tivù o per la via. In tivù perché sono capre che scimmiottano l'inglese a cazzo di cane, per la via perché imitano i beceri della tv.
È il rutto del dogma, la verità che perde importanza, la pecoraggine che prende piede.
martedì 27 novembre 2012
Le belle domeniche
Ore
17:54
Domenica col mi' babbo siamo andati a votare alle primarie. Io sono uscita di casa quasi in tuta, lui invece per andare in paese a fare la croce s'è fatto la doccia, s'è rasato. Perché è un grande conoscitore delle dinamiche di paese, pur non partecipandovi.
Come antefatto c'è da dire che viviamo nella campagna di un minuscolo comune, dove tutti si conoscono ed è difficile farsi i fatti propri. E ovviamente tutti sono curiosi degli altri e altrettanto gelosi delle proprie intimità.
Insomma, usciti dalla macchina il mi' babbo mi fa "Oh, se si incontra qualcuno non gli diciamo cosa stiamo facendo!" (come se non sapessero tutti come la pensiamo, né che si intuisse cosa ci portasse a percorrere certe vie). E io gli ho detto "Ma chi si deve incontrare scusa? Non c'è anima viva!" in effetti le vie erano sgombre, diacce e pelate. Poi, valicata la porta principale del paese e dirigendoci al seggio, in 100 metri che c'erano da fare il mi' babbo s'è fermato a salutare 4 omíni materializzati all'improvviso, e l'ultimo gli fa "T., dove andate??" e lui "Eh, si va in giù!" "Ah, andate in giù!" "Eh sì, si va in giù, hai visto? Allora ciao eh!". Appena voltato l'angolo mi ha detto che quello appena incontrato non vota da 7 anni e poi si lamenta dei politici.
lunedì 19 novembre 2012
Il puzzo di pulito
Ore
22:53
Presa da non so quale presunzione marsigliese stasera ho provato a fare il sapone, riciclando una mezza bustatina di moncherini di sapone bianco all'olio di palma, sapone verde all'olio d'oliva, sapone viola alla lavanda, sapone Dove coi bruscolini per fare il peeling, saponettona carissima ma regalata e profumata che la mi' mamma usava da soprammobile ma poi s'è sbeccolata cascando per terra.
Ho cercato il procedimento affidandomi al primo sito. Sono però andata a braccio, che ci avevo guardato mesi fa e avevo stipato all'uopo le liche di sapone: ricercandolo di nuovo mi sono accorta di aver saltato il passaggio di frullare gli avanzi di sapone prima di scioglierli. Credo che il pentolino a pezzettoni sia stato sul gas a bagnomaria per un paio d'ore e non era successo niente; io pensavo si sciogliessero come il cioccolato quando si fanno i dolci. Devo confessarvi che non succede. In casa si stava asfissiando dal puzzo di pulito, ho anche acceso la ventola. Siccome sembrava di stare in una raffineria ho aggiunto acqua al composto, che è diventato una poltiglia bianca che pareva salsa tonnata dei crostini. Infine ho messo il tutto in dei ciotolini con una forma bellina per servire miele e marmellate accanto ai caci, ora sono in frigo e spero che domani qualcuno non spalmi il sapone sul pane.
mercoledì 14 novembre 2012
martedì 6 novembre 2012
Più bellino vai
Ore
21:24
Mamma: - "Certo che con la barba e i capelli fatti sembri 'n altro cristiano!"
Babbo: - "Chi sembro?"
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