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mercoledì 8 dicembre 2010

Surprises, please

Dalla collana "Cose che molto probabilmente non ti interessano"

Lasciamo stare questa nottata tempestata di pensieri inquietanti frutto di preoccupazioni che non vi e non mi riguardano e che mi hanno svegliata di soprassalto prestissimo. Con strascichi niente male, soprattutto oggi in cui mi vedo obbligata  a mantenere un atteggiamento di sospensione. "Mi vedo" da considerarsi letteralmente: oggi mi vedo vivere. Sono sola, ma se ci fosse qualcuno mi scrollerebbe la spalla dicendomi Forse è meglio se ce ne andiamo via di qui.
Thom Yorke
Parliamo dell'altra sera invece, quando inspiegabilmente mi sono addormentata pensando al cantante dei Radiohead, pur non avendolo conosciuto personalmente né potuto apprezzare appieno grazie a terzi né soprattutto essendo in definitiva particolare estimatrice della loro musica (senza in realtà schifarla). Resta il fatto che stavo pensando a Thom Yorke, e non ne conosco il motivo. Sarà stata la prima volta che lo facevo. E me ne ricordo perché poi, al risveglio, mi è ritornato subito in mente e mi sono resa conto che era lo stesso pensiero di prima di addormentarmi. Mah che vorrà dire. Con quell'occhietto, poi.
Adesso con questa rivelazione non stupirò nessuno e sarà di certo irrilevante rispetto a quelle degli ultimi tempi, però ho acceso l'enciclopèdia e ho cercato 'sto tizio (di cui non ricordavo neanche il nome) per sapere che volesse da me e ho scoperto che siamo nati lo stesso giorno. Non dello stesso anno, però: altrimenti era meglio se mi davo all'ippica.

giovedì 29 aprile 2010

Gei Gei

Vorrei spezzare una lancia in favore di Jean-Jacques Rousseau, nonostante tutto. Lo so, sto un po' ammorbando tutti raccontando di questo personaggio (l'episodio della sua vita che preferisco è quando prende l'abito armeno, tunica e cappello di pelliccia, e meriterebbe lui solo un post), ma in fin dei conti non lo sto facendo manco poi tanto, dai. Insomma, con André Breton vi era andata molto peggio. Purtroppo o per fortuna ho la tendenza a finire col credere di conoscere di persona chi studio per l'università, insomma dopo un po' di tempo queste genti diventano qualcuno di famiglia, mica riesco a dividere l'ambito studio e vita privata. Altrimenti non avrebbe senso per me leggere Les Confessions di Rousseau: che cazzo me ne fregherebbe se non fosse per fare un piacere a qualcuno che conosco? Tipo un cugino che ti dice leggi e dimmi che ne pensi. Magari poi mi viene da appoggiare anche qualche sua posizione.

Potete trovare tante biografie su internet, ma sentite a me, che vi dò i dati essenziali. Per chi non lo sapesse, Jean-Jacques (1712-1778), nato sotto il segno del Cancro, ha passato la sua vita a cercare la società e i salotti e allo stesso tempo a ritirarsi a mo' di eremita sparendo dalla circolazione. Poi però mentre era via si chiedeva cosa stessero tramando alle sue spalle. E ha passato un'intera vita a spiegare a quelli dei salotti buoni perché si ritirasse. Un ottimo motivo era pure un serio problema alle vie urinarie che lo costringeva a mingere continuamente. Scusi Madame de Luxembourg, vado un attimo a fare pipì poi torno e se ne parla. Vicino alla natura, amante di pane e formaggio e dei pasti frugali in genere, fosse vissuto ai nostri giorni si sarebbe iscritto al CAI.
Personaggio paranoico e contraddittorio, ha scritto un trattato sull'educazione e abbandonato 5 figli all'orfanotrofio. Con manie di persecuzione, aveva paura che gli sottraessero perfino la lista della spesa e vedeva l'occhio di Sauron che lo fissava dovunque andasse. Lui stesso ammette di avere più paura dei suoi mali immaginari che di quelli veri. L'immaginazione è stato ciò che lo ha reso felice e allo stesso tempo disgraziato.


Andare in biblioteca e leggere le sue paranoje non è divertente; e fino a un certo punto de Les Confessions mi riconoscevo appieno nel suo carattere, a tratti sembrava parlasse proprio di me, e l'avevo preso in simpatia. Poi no, ha degenerato e avrei voluto prenderlo a sberle. Ma come si fa. E con che dovizia di particolari! Non viveva tranquillo un secondo. Uno sguardo di sbieco o una voce sentita faceva istantaneamente crescere la lista dei suoi nemici.

Però poretto: ha tutto sommato avuto una vita di m****, e l'impresa di confessare a tutti quello che uno normalmente si tiene per sé finché campa non è da tutti, riuscire a sovrastare i propri segreti non è mica facilissimo. Per giustificare il suo carattere di fronte ai presunti nemici che lo volevano far fuori, certo, una sorta di rivalsa. Rivalsa postuma, ché Le Confessioni dovevano uscire dopo la sua morte, e questo è un punto a suo favore. Quindi immagino quanta applicazione per spiegarsi proprio bene bene bene.

Era pure lui, in un certo senso, un Dinghiano, che conosceva la verità del suo penZiero e tutti gli altri non c'avevano capito nulla. Ed è per questo, che, in fondo, lo capisco per davvero.

Che a noi dei suoi segreti e colpe da espiare ce ne importi qualcosa quello è un altro discorso, è l'idea che resta comunque affascinante. 

E ora caro mio ti torno a studiare, ti analizzo, ti giudico. D'altronde ti ci sei messo tu stesso nella pubblica piazza, non ti lamentare, JJ.

Che tu riposi in pace, tormentato dalla tomba di Voltaire di fianco a te: che sfiga.

sabato 21 novembre 2009

Profilo astrologico: Bilancia


I nati sotto questo segno d'aria al contrario di come si possa credere non sono persone equilibrate, bensì alla continua ricerca di equilibrio. Una volta capito che l'equilibrio non esiste, raccontano frottole a sé stessi per far tornare i conti.
Legati all'estetica e a tutto ciò che è bello e stiloso, espongono i nuovi acquisti agli amici, ai quali di norma non importa molto.
Vanno fieri della propria cancelleria e lo rendono noto a chi sta loro intorno, ai quali di norma non importa molto.

martedì 1 settembre 2009

D'estate quante cose si scoprono!

Ah e volevo anche aggiungere dopo la baggianata dell'imbianchino che sono sconvolta; ieri mia madre se n'è uscita dicendo che sono nata alle 13 e 20. È questo il momento di rivelare le cose come stanno? Sono sempre stata convinta che la mia ora di nascita fosse mezzogiorno (non che me ne ricordassi direttamente), e questa nuova verità mi fa capire di aver vissuto fin qui nella menzogna, convinta di essere ascendente sagittario quando è capricorno.

Poi è logico che lo scetticismo prevale.
Tzè.