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sabato 15 ottobre 2011

Vegetando


Dèsi - da annaffiare 2 volte a settimana
Dèbbi - da annaffiare 1 volta a settimana
Ho comprato due piantine, una da tenere dentro e una da tenere in terrazza, e le ho chiamate rispettivamente Dèsi e Dèbbi; dopo di me sono la cosa più viva nell'appartamento

lunedì 11 luglio 2011

C'era una volta il Ding


Una volta era così: s’era ragazzi.
Con uno slancio di impellenza commemorativa aprimmo un blog che ci rappresentasse, che rappresentasse chi pensavamo di essere e cosa ci stupiva e forgiammo nuovi aggettivi ché quelli che c’erano non bastavano. Adesso pare che gli aggettivi siano finiti, siamo finiti tutti alla deriva, come collettivo (che non è che abbiamo iniziato a drogarci), e il silenzio senza un ding lascia con un grande Mah!. Pazienza? Tanta ne abbiamo avuta, mansuetudine e malvagità. Evidentemente qualcosa è cambiato. A quanto pare, solo un diamante è per sempre, e se lo perdi è come se non esistesse più, lo stesso. Tanto si può dire e si può aspettare la sua rinascita seduti guardando l’ora, ma si sa che non sarà mai più uguale a prima. Tanto si può dire, che io non conosco il futuro nemmeno se sento a Paolo Fox, ma conosco il passato e conosco il presente e in data odierna 11 luglio 2011 il Ding non esiste, è morto, e credo che non ne verranno celebrati i funerali perché sembra per il momento che sia l'unica a manifestarne il decesso
Non oggi, oggi di triangoli non se ne suonano più

Apro quella pagina e la vedo come un monumento, 
un omaggio alla memoria


lunedì 2 maggio 2011

Comboios

Il treno Intercity delle ore diciannove e diciannove proveniente da Equatore Campo di Marte e diretto a Mar Baltico Centrale è in partenza dal binario undici

Ferma in tutte le stazioni, tranne la tua






 Allontanarsi dalla linea gialla







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domenica 19 dicembre 2010

And since we've so many places to go / Let it snow, let it snow, let it snow

Un po' di domande retoriche 

Condizioni atmosferiche, perché non vi siete adeguate alla società moderna? Società moderna, perché non ti sei adeguata alle condizioni atmosferiche?

Bisogna fare una scelta

- O si ammette che non ci possiamo permettere lo standard della comunità globale, che per venti centimetri di neve a Firenze Santa Maria Novella c'è stato il finimondo, il bunker alla Fortezza da Basso, le linee telefoniche interrotte, sfollati, treni cancellati, binari deserti, scambi gelati, binari ghiacciati, piani buttati all'aria, gente senza ombrello, gente senza guanti, gente senza appoggio, gente disperata, gente con una segreta speranza associata a tachicardia, gente sola e gente insieme ma in mezzo a una via!
Nelle superstrade toscane code di persone in attesa per più di 13 ore per poter fare 20 chilometri; la polizia e i carabinieri non rispondevano neanche più alle telefonate e a dispetto di quanto detto nella sincerissima televisione non una coperta né un tè caldo per chi ci s'è trovato in mezzo
- O si adegua il tutto per le emergenze, se quella di venerdì scorso si può chiamar tale (per gli effetti sì, ma non per il fatto in sé), rendendo dignitose queste nozze coi fichi secchi.

La soluzione

Beh, a mali estremi, estremi rimedi, ho già controllato e il prossimo venerdì 17 cade a giugno 2011. Quindi se statalmente non è cambiato niente, state a casa quel giorno, ricordatevelo bene perpiacere.

Ché io volevo fare una gita in treno direzione nordest Grande Sertão italiano programmata per tempo,  finita con un reclamo alle Ferrovie dello Stato e un grande senso di presa di culo.

martedì 5 ottobre 2010

Al ristorante giapponese

Ci serve una cameriera con minima conoscenza dell'italiano.

B.: "Bellino 'sto posto!" ditino che indica l'ambiente
Cameriera: faccia interrogativa e preoccupata
B.: "No, dicevo... Bello questo locale!"
Cameriera: faccia interrogativa e preoccupata
B.: "Il ristorante, bel ristorante, è bello il ristorante!"
Cameriera: faccia che si distende "Ahh glazie!" annuisce varie volte col capo, risatina asiatica (stavo a vede' che mi dicevano.)


Non comunicare mai a un cameriere qualcosa che non gli compete, come ad esempio un'opinione.

sabato 22 maggio 2010

Patience Door (Porta Pazienza)

Sono convinta che la pazienza si possa allenare. Credo fermamente che sia ben poco il merito del carattere, giusto una punta. Il resto è influenzato dagli obblighi quotidiani, dai luoghi che si frequentano e dallo stile di vita, che modulano la personale capacità di sopportazione. Tutto sommato essi cambiano anche il nostro carattere, che diventa così più o meno paziente. Quindi la pazienza è una questione di abitudine. Esistono persone in grado di attendere per un'infinità di tempo senza perdere le staffe, né scoraggiarsi. 
Ci sono delle attività, come ad esempio il mio lavoro, che consistono in una continua attesa, ajutando ad estendere la percezione temporale, a non volere tutto subito, a diventar capaci di resitere e riflettere e di avere l'impressione che le ore a disposizione siano infinite. Senza per questo sentirsi impazzire. Persone, in poche parole che non si lasciano spaventare a morte dalla ripetitività, che preferiscono la quiete in ogni cosa. E lo posso affermare con sicurezza perché è capitato che mi venisse a trovare qualcuno: pur non essendo solo, dopo due ore non reggeva più e si chiedeva come facessi a resistere così tanto tempo nella quasi totale solitudine, in attesa. Semplice: basta aspettare, prima o poi finisce. Che ci vuole? La fantasticheria, il trastullo, la tranquillità sono le armi che vengono in soccorso. Per questo non mi spaventa una coda, l'attesa di una risposta, e sono abilissima nel rimandare le azioni, e a tenere a bada l'impulsività. 
Il problema si presenta quando ci vuole un'azione precisa, pronta, lucida; quando c'è da incalzare e stringere i denti per raggiungere un obiettivo. Lì no, si fa acqua, e la persona paziente si avvilisce della propria stessa pazienza. E il paradosso è che riesce a sopportarla pazientemente.