Visualizzazione post con etichetta Vita Reale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vita Reale. Mostra tutti i post

mercoledì 18 dicembre 2013

Conversazioni telefoniche origliate

"Oooh... pronto
Sei ancora a letto? No e siamo qui a Siena... no macché alla fine gni ho preso il coso... il tablets  quello quello bianco si 'iama tipo Gàlazzi so' una semplice come si 'iama
Lì da Trony e c'è l'offerta, centonovantanove euro nzomma me la so' cavata 'on po'o
No, un c'è la simme e va co' internette
Almeno io ho capito 'osì almeno mi si 'ollega anche lì a casa tua inzomma basta ci sia interne
Eh no ancora qualche giorno dura
No scusa m'aveva hiesto questo, il telefono la pleistescion due... no ma fammi 'api'! Quante 'ose vòi?? No unnè un telefono è un tabless!
Ma te piuttosto scusa il telefono un l'accendi mai? Ti 'iamo mi fa sempre Vodafo, Vodafo..."

venerdì 4 ottobre 2013

Sentirsi giovani in 3 secondi #2

In fila dal dottore

- "Ciao! Allora, hai finito la scuola?"
- "Sì sì"
- "E ora che fai? Ti iscrivi all'università?"
- "Veramente ho finito anche quella... mi sono immatricolata nel 2004"

sabato 1 giugno 2013

È stato un abbaglio

Anche oggi mi sono detta Diamo uno sguardo sulle novità del TFA di quest'anno (per chi non lo sapesse: Tirocinio Formativo Attivo, ossia uno stage a pagamento - sui 3000€ - che ti permette, previe prove di accesso assurde e discutibili, di ottenere l'abilitazione all'insegnamento e quindi l'accesso al prossimo concorso per entrare a scuola di ruolo, chissà in quale secolo). Erano cominciate a girare voci sul fatto che anche per il 2013-2014 avessero messo in moto il carrozzone spennapartecipanti pronti a sottoporsi a una scrematura arbitraria che richiedesse competenze diverse da quelle che un docente dovrebbe poi avere in classe.     Insomma, prima sembrava che ci si potesse iscrivere fino al 4 giugno, poi avevo letto di una proroga al 15 (ringraziando per il largo anticipo con cui avrei potuto ripassare tutta la letteratura francese dall'uomo della pietra a quello che si spara in cattedrale perché contro i matrimoni gay). Indi ho cercato sul sito del MIUR dove fossero queste fantomatiche iscrizioni online, poi sono andata sul sito dell'Università dove intendevo sottopormi alle prove del caso, una delegazione ha chiesto infine di persona in segreteria se fossero aperte le iscrizioni del TFA e non ne sapevano nulla. Il niente!
Con una certa pignoleria, ho capito oggi che il TFA quest'anno non è "ordinario" come l'anno scorso, ma è "speciale":
Per coloro che, invece, non hanno superato le prove di accesso nel TFA ordinario, o non hanno ritenuto opportuno parteciparvi, ma che hanno insegnato nell’ambito disciplinare prescelto per almeno 180 giorni consecutivi, senza interruzione e che hanno maturato ulteriori due anni consecutivi anche in ambiti disciplinari diversi, potranno utilizzare il canale del TFA speciale. Quest’ultimo a differenza del primo è composto da 41 CFU anziché 60 e non prevede il tirocinio diretto nelle scuole. (fonte: http://www.tirocinioformativattivo.it/1/news_2556511.html)
Per cui io ho perso il treno, e secondo me posso anche considerare che hanno messo la bomba alla stazione.
Ma dico io: ma ci vuole tanto a dire Ragazzi, ci dispiace: per i prossimi 20 o 30 anni assorbiremo i 185.000 precari della scuola, per cui se vi va di aspettare e andare a lavorare nei campi nel frattempo bene, altrimenti ciao.
Che ci vorrebbe ad assorbire man mano tutti 'sti cristi che hanno pure l'esperienza per fare questo lavoro e si trovano anche a lottare con i nuovi arrivati? Non si possono creare eserciti di frustrati senza certezze, lo Stato dovrebbe dare a un insegnante il più possibile le condizioni di mantenere un equilibrio psichico, perché ne dipende né più né meno il futuro della nazione. Assorbite tutti, lo sai come sarebbero contenti, poi quando avete finito la gente in fila, fate un cacchio di concorso all'anno per assumere il personale che sostituisce i docenti che vanno in pensione, pratica del tutto ordinaria altrove nel mondo.
Come al solito, in Italia è preferibile alzare polveroni, lasciare tutto il più nebuloso possibile, almeno non si vedono le manovre dietro. Ma mica siamo tutti scemi. Solo che, in questo paese, anche le persone più intelligenti hanno bisogno di rimanere illuse.

domenica 3 febbraio 2013

Sentirsi giovani in 3 secondi

Tabaccheria della stazione.

"Buonasera... avete le cartine OCB bianche?"
Il tabaccajo mi guarda con fare sospetto e mi dice "Ma 18 anni ce li hai??"
"Sì sì, ce li ho, a dire il vero ne ho 27. Comunque non si preoccupi, lo prendo per un complimento"

sabato 22 dicembre 2012

Sentirsi vecchie in 3 secondi

Pizzeria; al bagno ci siamo io e un gruppetto di ragazzine quindicenni che stanno per uscire a ballare dopo la cena di un compleanno. In tre sono davanti allo specchio che si appesantiscono il trucco scoccodando, una è dentro al gabinetto da non si sa quanto.

"Luuuna! Ti muovi, c'è una signora in fila!"
"No guarda ti prego non mi dire signora!"
"Ah, mi scusi..."

lunedì 19 novembre 2012

Il puzzo di pulito

Presa da non so quale presunzione marsigliese stasera ho provato a fare il sapone, riciclando una mezza bustatina di moncherini di sapone bianco all'olio di palma, sapone verde all'olio d'oliva, sapone viola alla lavanda, sapone Dove coi bruscolini per fare il peeling, saponettona carissima ma regalata e profumata che la mi' mamma usava da soprammobile ma poi s'è sbeccolata cascando per terra.
Ho cercato il procedimento affidandomi al primo sito. Sono però andata a braccio, che ci avevo guardato mesi fa e avevo stipato all'uopo le liche di sapone: ricercandolo di nuovo mi sono accorta di aver saltato il passaggio di frullare gli avanzi di sapone prima di scioglierli. Credo che il pentolino a pezzettoni sia stato sul gas a bagnomaria per un paio d'ore e non era successo niente; io pensavo si sciogliessero come il cioccolato quando si fanno i dolci. Devo confessarvi che non succede. In casa si stava asfissiando dal puzzo di pulito, ho anche acceso la ventola. Siccome sembrava di stare in una raffineria ho aggiunto acqua al composto, che è diventato una poltiglia bianca che pareva salsa tonnata dei crostini. Infine ho messo il tutto in dei ciotolini con una forma bellina per servire miele e marmellate accanto ai caci, ora sono in frigo e spero che domani qualcuno non spalmi il sapone sul pane.

giovedì 11 ottobre 2012

Quando te lo dico io

Intervista con l'oviparo
Cercando disperatamente un modo per studiare sono incappata in questi siti in cui attraverso delle frequenze da ascoltare in stereo con gli auricolari si pretende modificare l'attività cerebrale e quindi piegare il nostro cervello a concentrarsi, rilassarsi, addormentarsi e chi più ne ha più ne metta. Addirittura c'è un forum in cui la gente (gli Americani) fornisce la propria testimonianza circa i benefici che hanno tratto da questa pratica. 
Ora io non voglio dire niente che se poi mi ascolto mi viene in mente Giucas Casella con le galline, ma per forza di cose oggi mi metto le cuffie in capo, anche perché giù di sotto c'è il mi' babbo che strimpella la chitarra e fa un casino della madonna.

Per avere un'idea recatevi in questo sito (che è lo stesso dei forum ma è solo un esempio perché su internet a quanto pare è un argomento che spopola):


Al mio tre improvvisamente studierai, quando te lo dico io


1

2

3

Ma è un miracolo!



sabato 8 settembre 2012

Ça t'amuse

© Frontierenews
Si sta spargendo la voce dell'apertura di questo nuovo ristorante fiorentino dal nome che farà ridere i più, "L'è maiala!", in cui i proprietari accettano di essere pagati con il baratto. Quindi uno arriva e si mette d'accordo offrendo artigianato o materie prime dell'orto, o in casi estremi, si può pagare anche a soldi. Il nome dell'osteria significa "È dura!" e vuole venire incontro ai cittadini in tempo di crisi.
Ecco, io dopo un primo momento in cui m'è venuto da sorridere trovandola un'idea originale, penso in fin dei conti di non metterci mai piede in vita mia.
Le ragioni di questo boicottaggio sono molteplici. Innanzitutto con questa iniziativa sembra che andare al ristorante sia una necessità primaria. I soldi scarseggiano e ti pago con un mobile di casa: è giusto nei confronti di chi la miseria la vive per davvero? Inoltre, mi dico, se uno non si può permettere il ristorante, se ne sta a casa sua. La clientela si presume sarà dunque popolata da curiosi, curiosi del ristorante e della povertà. Quindi è tutta una messa in scena, una ricca presa per i fondelli di chi si vergognerebbe realmente di vendere le proprie cose per mangiare. E poi, ma sì! Fregiamoci di un'ennesima involuzione mascherata da operazione progressista. Trattasi invece di sciacallaggio bello e buono, una goduriosa operazione di marketing che specula sulle presunte tasche sempre meno piene della gente. Gente che, ripeto, se le tasche ce le ha vuote di certo non va all'è majala ma l'è majala! lo dice a casa sua.

lunedì 27 agosto 2012

Funky gallo come sono bello stamattina

Tendenzialmente sono anche abbastanza animalista, ma è d'uopo denunciare un gallo di qualcuno del vicinato (ho scoperto jeri di chi fosse) che dopo svariati mesi non ha ancora imparato a cantare e lo fa in orari che non dovrebbero competergli.
All'inizio la cosa mi ha anche intenerito, ho pensato a questo polletto che sta cercando sé stesso e che adulteggia prima del tempo, che con grida stentate cerca di trovare il proprio posto nel pollajo. Ma ora no: questi pensieri li ho avuti ad aprile e siamo quasi a settembre e non è cambiata proprio una cippa.
Ora avete presente il gallo come fa no?
Chicchirichì! Che poi tradotto fa tipo Ehieheihehhheeh!!!
Lui ha una tonalità discendente, Ehieheihehhheeh!!!
Ecco, rileggendo mentre scrivo mi fa anche un po' ridere stare qua a disquisire circa la qualità del verso del gallo, ma giuro che se non fosse fastidioso non mi avrebbe minimamente colpito. Poi no, fosse un bel canto che ti dà la carica, no! lo fa a sproposito e in maniera sgraziata, alla stregua di certa gente.
Jeri mi è stato svelato l'arcano, canta a tutte le ore perché dove vive c'è una lampadina sempre accesa (sarà per i pulcini senza chioccia? Mah; non vorrei tenessero una coltivazione di dubbia legalità), lui la guarda e improvvisamente pensa "Cazzo, è l'alba!" prendendo lucciole per lanterne, e allora giù Ehieheihehhheeh!!! ma io dico anche una trentina di volte in un pomeriggio. 
Non lo sopporto più, se non gli tirano il collo loro mi armo di pazienza, me 'mbriaco perché me fa 'mpressione e ci vado io!!
Chicken, run.

lunedì 4 giugno 2012

Eu vou à praia suja

La Grande Plage
Dopo aver cambiato spiaggia perché il Mistral buttava sassate di sabbia, è passato un omino coi baffi e i pantaloni a vita alta mimetici, sopraelevato mentre ero nella scogliera e mi fa:
Idem, G.P.
- "Elle est bonne"? Indicando il mare. Io ho risposto: - "Bonjour!". Ho pensato che in italiano non esiste un aggettivo per dire che l'acqua è "buona", nel senso che fa piacere sguazzarvici.
Plage de Saint-Jean
O sì? Perché se vogliamo dire qualcosa dell'acqua del mare, in caso di bagno diciamo solo che è calda o fredda, pulita o sporca? E se a uno gli garba fare il bagno nell'acqua sudicia? Manca la bontà come positività assoluta.
Idem, St-J.
La stagione dà il meglio di sé, mi scuso che non scrivo da più di un mese, e quando è così il confine fra l'essere molto impegnati e il non succedere un cazzo è molto labile.

Qui invece è Beverly Hills
In allegato, alcune simpatiche testimonianze fotografiche del dì.






venerdì 23 marzo 2012

Viele Grüße aus Deutschland

Mi è rivenuto in mente ora in terrazza questo episodio delle vacanze scorse rammentato ieri sera e mi sono detta ma sì, scriviamoci un post.

Angry BirdsOstello della città più brutta della Germania. Lui e  Lei, "Don't worry, nobody's going to come tonight nor tomorrow in your room!", dopo un lauto pasto acquistato al Lidl dietro il luogo dell'alloggio, un afrore di salame come se fosse la Macelleria Bruschi, fuori dalla finestra sul davanzale i seguenti articoli: yogurt da bere bianco, salame avanzato, succo d'arancia, due mele. Due bottiglie di birra vuote nel cestino. Attorno al tavolo della camerata, come davanti al focolare, i due giocano a Angry Birds istallato nel cellulare di Lei. Calma totale: nessun passante dalla finestra, anche perché la visuale dà su un palazzo forse coi lavori in corso. La situazione è di occupazione dello spazio, hanno usato tutti i letti della camera per fare un pisolino, che tanto nella città più brutta della Germania non c'è nulla da vedere. Sparando un'uccello di quelli che covano uova-bomba, si sente un movimento dietro la porta. Lei urla in italiano "Oddiooo che è?? Chi èè???" ricordando bene le parole della receptionist e prendendole per dogma. Entra una bionda, loro le dicono "Bonsoir! - Salut" in francese, non capendo più manco dove fossero. Quella risponde in tedesco e dice, ciao, sono in camera qui e li trova così, in un modo in cui non si ricevono gli ospiti. Lei si scusa in inglese per il puzzo di salame, le dice che non sapeva che qualcuno venisse e così si sono un po' allargati, anzi, per stabilire un po' di empatia scusante le mostra il frigo che hanno costruito sul davanzale della finestra. La bionda di lì a poco dice di chiamarsi Tatiana, che è russa ma vive in Germania da tempo immemore. Non ha mai visto la città più brutta della Germania, dice che è venuta a fare il Master lì e che ha già un appartamento ma aspetta che gli si liberi la camera. Dice di venire da una bella città della Germania. Lui le chiede se sappia parlare tedesco e se abbia bisogno del tavolo, Lei gli fa presente in italiano che quando è entrata ha parlato in tedesco. I due decidono, bestemmiando a denti stretti, di andare a passare la serata accanto alla reception, causa stanchezza e delusione delle aspettative e speranza nell'indomani, dopo aver sgombrato un po' lo spazio. Anzi non contenti le dicono "Bye! We go downstairs to play Angry Birds! Do you kow it?". Tatiana dice che conosce Angry Birds e fa una risatina. Scendendo le scale i due commentano l'accaduto come se la bionda fosse un'importuna che li aveva stanati. Arrivati giù dove ci sono i divani, c'è gente coi computer o che guarda la tv. I due per amor proprio decidono di giocare nell'ordine con dei veri giochi a: Forza 4, Dama, Scacchi. Lei vince solo a Forza 4, a scacchi è andata a monte ma era in svantaggio. Nel pieno del gioco arrivano due francesi, uno sparato si serve da due brocche lasciate lì e che Lui e Lei non hanno bevuto per paura di pagare, visto che tutto era cosparso di tariffe, dalla colazione al mattino ai caffè alla macchinetta. I due si sentono a casa nel sentirli parlare, e Lei commenta che in Germania anche i francesi passano per sfacciati. Il francese ingordo fa all'altro "Putain, je pensais que c'était du thé! C'est du Red Bull!! T'en veux?? Moi j'en veux pas".
Che poi cosa ci facesse la Red Bull lì in quel momento e a chi fosse diretta non si sa.

lunedì 12 marzo 2012

Minipost

Uscendo di casa alle due del pomeriggio, ancora in abiti scuri da gelo mentale, si sente nell'aria quell'odore di catrame e sterpaglie da posto di mare dimenticato da dio e ricordato dagli uomini. La Ciotat è uno di quei luoghi dove dall'inverno si passa all'estate direttamente perché non ci nascono fiori, solo quelli piccoli piccoli.

sabato 21 gennaio 2012

Et le Mistral gagnant

S'è rialzato il Mistral,  
con raffiche a più di cent'all'ora.

Il clima qui è più che mite, ma, immagine che ho già usato, come il lupo cattivo sulle case dei Tre Porcellini, il suddetto vento nordista fa visita ogni due per tre, sbatacchiando le palme, arrossando il tramonto, spifferando nella sciarpa e facendo venire i piccioni, le tortore e tutte le palome del caso a cagare nel mio terrazzo, che ci trovano riparo. E io non faccio pari ad andare a scacciarli.
Poi chi è che pulisce??? Eh!!??
Maremma ladra.

Ay ay ay ay ay Paloma

mercoledì 18 gennaio 2012

Gym Curry

Io non so perché in quell'angusta palestra della Maison des Associations sia l'unica che riprendano.
Non si oscilla la gamba, la testa deve stare giù, ma come non conosci il passo di mambo - Etcì - À tes souhaits / chissà perché starnutisco sempre
JE NE VOIS PAS BOUGER DES JAMBES LÀ AU FOND!!!

[MA CAAAAAAAA VOI EH??????]
Actor Tim Curry at Museum of the Moving Image'...
Now
Tim Curry
Then
E che cazzo signora, sono stanca come un mulo, alzarsi la mattina, tacchinare in qua e in là, sbiciclettare a destra e a manca, dormire il giusto se non poco, insomma! Questo è il suo lavoro ma io la prendo come un diversivo mica mi frega di stroncarmi del tutto!
E poi la temibile istruttrice che si riveste con panni sportivi marca "COOLA" (giuro) oggi si è avvicinata per dirmi come dovevo fare l'esercizio e da vicino non l'avevo mai vista... Madonna... fa paura, sembra Tim Curry ma no ai tempi del Rocky Horror, com'è adesso rivestito come nei suoi tardo venti. Solo che lui è un uomo, dopo tutto!

E poi le signore in palestra. Ce n'è una che si crede Louise Veronica Ciccone o come si chiama la già citata in esclamazione, avrà 97 anni e si smescia come Shakira, viene lì a bouger les fesses che pare la sposa cadavere, credendo di conservare così una certa beltà. Poi oggi c'era una donnina rattrappita in una tenuta sportiva aderente che non aderiva e risalente all'ultima volta che aveva fatto sport nella sua vita o allora vinta alla pesca di beneficenza (non che io sia professional del tutto, ma quello della signora era un vizio di forma). Sembrava un po' la mascotte della Fiorentina, leggings viola e body a stampa fiorellini lilla, violetto, magenta. Capelli colorati di nero, collanona e orecchini. Gli volevo di' Signora, non sfigurerà senza quegli orpelli!
Le grandi assenti di oggi, le signore che pesano trecentocinquantamila chili, che applaudo per l'effort visto che a me pare di fare più fatica di loro.
La 97enne in tenuta madonnesca
Ma poi!!!!!!!!!! Una musica di merda!! Si potrebbe mettere tanta roba che non dico possa esser ganza, ma passabile, così da rendere il momento leggermente più agréable.

Poi ovviamente, nella parte finale di rilassamento (che dura dai 3 ai 4 secondi), Tima Curry ha messo  certi suoni marini new age abbastanza ridicoli e le mie compagne assistenti nei licei si sono messe a ridere a crepapelle e io uguale, poi uno dice a scuola fa il severo, ma perché non fai un esame di coscienza.

giovedì 5 gennaio 2012

La BeCana (titolo scelto più per la data che per il contenuto)

La classica posa di Maggie alla 10h10, detta anche "Alla fiorentina"
Vi voglio parlare stasera di Maggie, che è una cana così comune da esser fuori dal comune. Comune non nell'accezione di "generica", "standard", quanto piuttosto in quella di "condivisa".  Partiamo dal principio. Questa cana la conosco bene, vive vicino a casa mia in Italia, è la mia vicina di casa, fra i tanti. Vive in una cesta con la sua amica confidente cana fulva che si chiama Luna, e la sera si fa ciancicare e da quanto sono ingrassate tutte e due non entrano più nella cuccia matrimoniale, ogni volta le guardo e penso che da un momento all'altro la cuccia si stroncherà. C'era una terza cana poi accanto a questo duo (che per le forme dei cani chiamerei quasi un "duplo") ormai vecchissima che vive in garage da qualche tempo perché diciamo che non riusciva a controllare più le sue azioni, soprattutto vicino alla coda, e per i padroni era diventato un problema dover pulirne continuamente le incontinenze. Insomma con tutto il rispetto per i miei vicini di casa che sono peraltro al corrente della stesura di questo post, non c'hanno un animale normale, e ora mentre scrivo parlare solo di Maggie come nel mio intento, che è la punta di un iceberg, è realmente riduttivo. Non ce la posso fare proprio. Riassumiamo quindi brevemente, vogliate concedermi il diletto. Due punti: la vecchia, Lady, ormai non sente non vede non odora non fa niente, uggiola nel sonno perché/o ha le allucinazioni. Cammina poco e male e se lo fa lo fa a capo basso, perché non sa dove va e almeno con una testata trova gli ostacoli. Luna, la fulva, è una canetta un po' a salsiccia ma simpatica, da quando la vecchia non capisce più niente è diventata il capobranco e c'ha le manie di grandezza. La sua vita di sempre consiste in una pallina (che non può essere nominata sennò si mette a cercarla e se non è il momento di giocare poi gli piglia male), Maggie, e ovviamente il cibo. Cibo. Cibo. Tutto sommato lei è disciplinata: lo si può definire un canide intelligente, che sa fare scelte e obbedire. L'unico neo è che gli ho fatto venire illo tempore le paranoje perché mi divertivo a farla innervosire da vicino la cuccia con un'ocarina e lei mi abbajava ringhiando, a metà fra lo spaventato e il rincoglionito. Adesso chiunque si avvicina a lei con un oggetto strano o fischiando o facendo semplicemente "whooo whoo" col palmo della mano raccolto a mo' di "ok" lei si innervosisce e ringhia e abbaja, ma non morde. Gli altri fagiani sono i 3 gatti: la Chiqui, che è il primo felino stabile della casa, una gatta trovatella nata con la coda spezzata dal caratteraccio, e io ora non so perché le abbiano comprato un collarino coi fiorellini perché non c'entrano pignente con la sua personalità, le starebbe meglio o uno con le borchie oppure un altro con su scritto "Cazzo guardi". Se le tocchi i piedi (risoprannominati I piedi del Re) lei si incazza a bestia - vedrai - e ho ancora per questo motivo la cicatrice di un graffio di dicembre 2010 sull'anulare sinistro. È quella che passa più tempo fuori casa fra i gatti, in cerca di avventure per farsi sbollire la rabbia. Ora però anche lei, anzitempo svelta come una gheparda, è lievitata da far paura, annoverandosi come matrona ufficiale e incazzosa della casa. Forse si è mangiata troppa bile mista a crocchette, ho pensato, sono tornata dopo due mesi dalla Francia per Natale e pareva davvero Giuliano di Kiss Me Licia (ma non Ferrara, non fino a questo punto). In più le è venuto un nuovo tic, quando gli girano schiocca la coda e muove tutta la schiena, come un umano potrebbe muovere le orecchie. Poi c'è la coppia di gatti zio e nipote dalla relazione quasi incestuosa, almeno nel periodo precedente la castrazione, che hanno due nomi a testa, Pepino e Tomate in spagnolo e Totò e Peppino in italiano. Il nero, Pepino, era famoso per le sue potentissime flatulenze quasi imbarazzanti ed è sicuramente il gatto più compagnone. Tomate, che ora si siede in tutto ciò che viene portato in casa da fuori, è quasi un pipistrello perché ha le ascelle sagomate ed è snodato come Mister Muscolo Iper Elastico. Lo pieghi in mille modi e quello non fa una piega. Ha gli occhi azzurri e penetranti risoprannominato anche infatti "Paul Newgat", ma fugge la socialità.
Luna nella roccaforte inespugnabile con tutto ciò che ha di più caro al mondo (da notare la ricchezza evocativa nel pronunciare "Gruppo Napoleon")


Veniamo a Maggie

Maggie in un accesso di vulpsismo
Maggie e la sua coinquilina fulva Luna
Cosa mi ha spinto a scrivere un post del genere? Perché io, un cane così, non l'avevo visto mai. Si dice no, il cane è l'amico dell'uomo, il cane è fedele, è socievole e bla bla bla ma Maggie gente non s'era mai vista prima. Lei ama tutti. Tutti. Incondizionatamente. Profondamente. Lei dev'essere SEMPRE al centro dell'attenzione umana, e se per caso non c'è nessuno intorno a lei va a cercare fortuna fra le braccia del primo venuto. Infatti credo che non sappia di preciso di dover fare riferimento a qualcuno: lei sa dov'è la cuccia, dov'è il magnare, dov'è l'amica fulva del cuore, ma poi si sente un cane votato e appartenente al genere umano. Chiunque venga a casa - io ormai un po' questi animali, dopo sessioni estenuanti di pet watching li sento anche un po' miei - e la vede la ama, perché pensa che lei lo ami di un amore esclusivo. È così che si conquista le simpatie. È un po' una bottana, se così si può dire. Per capirsi, la scorsa primavera, durante una sfilata canina del quartiere, evento ironico popolato di canini bastardini, non è riuscita a fare il breve percorso al guinzaglio per farsi vedere (sfilare, appunto), perché era sovreccitata che gli spalti fossero pieni di gente e che così tanti occhi fossero puntati su di lei. Non ha camminato nel percorso ma si è buttata a capoficco fra la folla senza tornare indietro, nonostante fosse legata e non avesse la minima idea di cosa stesse facendo. Ma dicendo tutto questo qui non riesco a far capire veramente la particolarità di questo cane. Maggie è furba perché sa quello che vuole, ma pare scema! Scema e incosciente! Non ha quella mutevolezza d'umore che ci rendono gli amici animali così apparentemente umanizzati. Lei non è mai giù di morale, non è mai triste, non è mai incazzata, nemmeno i gatti avevano paura di lei da piccini. Insomma, lei va dalla Signora B. che abita un po' più in là e ci passa le serate, la signora la fa salire sul letto e gli dà privilegi che altrove non ottiene, la rinutre (si presume) e la riaccompagna a casa sua TUTTE LE SERE IN MACCHINA. La Signora per avere il permesso e l'autorità di tenersela un po' ha cominciato a fare alla mia vicina di casa dei regali dall'orto, fra cui la scarola e il radicchio sono sicuramente i pezzi forti e noi la sera almeno ci facciamo la pizza di scarole e si guarda un film. Poi si preoccupa per la sua salute: dice che il collare le potrebbe tagliare la trachea e oh madonnina se gli succedesse qualcosa! Poi di quell'altri animali gli importa una sega.
Insomma. Maggie si è guadagnata una tascata di soprannomi: La Strulla, La Nerina, Bubi, MagGyver, Megghiana ecc. perché davvero venite a conoscere questo cane e lo capirete, chi lo conosce lo capisce. Concludo con l'episodio che mi ha spinto a scrivere tutta questa tiritera (che è stata lunga ma mi sono molto divertita). L'altro giorno la mi' mamma mi fa:
- "Oh, lo sai?"
- "Che?"
- "Lo sai dove hanno trovato la Maggie l'altro giorno?"
- "Dove?!"
- "Al bar in paese"
Ecco noi non abitiamo in paese, ma a due chilometri fuori, in campagna. Quella geppa aveva seguito altri due vicini di casa che erano andati su a piedi per farsi una passeggiata, e lei ha pensato bene, una volta arrivata, di infilarsi nel posto più pieno di gente possibile. A me questa cosa ha fatto ridere molto, sia perché è una cosa da Maggie all'ennesima potenza ma soprattutto perché l'ha trovata il Signor B., marito della Signora B., e l'ha riportata a casa in macchina dal paese. Ora ho pensato, che i figlioli lascino il tetto domestico per rifarsi una vita ok, ma che lo facciano i cani non s'era mai visto.

In quanto a naso mi fa concorrenza, quasi.

mercoledì 21 dicembre 2011

Rancore

Sinuoso mi hai atteso
Intonso, fedele non hai fatto un passo da dove ti avevo lasciato
Mi guardi e non parli, entro nella tua stanza più volte e par che tu ce l'abbia con me.
Ti ho trovato un po' pallido al mio ritorno, ritroso e pieno di rancore
Non credevo te la fossi presa così a male,
Caro bidet, che pretendi, lo so, ti sei sentito usato, e purtroppo o per fortuna ti continuerò a usare.
Tanto non preoccuparti, che dove sono adesso non ti tradisco con nessuno vai.

lunedì 22 agosto 2011

Talismani


Proprio mentre pensavo in macchina che stessi tornando là dove giace ancora in quel sacchetto rosso La collana della sfiga™,  mi attraversa la strada un gatto nero. Svento l'incidente a un incrocio, poi parcheggio e incontro un canino bianco con una toppa marrone all'occhio destro, che trotterella, con la coda a pennacchio che segue a bandoliera i suoi movimenti zonzanti da un marciapiede all'altro. Ho pensato che fosse una specie di compensazione, un paladino o angelo custode in vesti canine venuto a salvarmi dalla dose di sfiga che cercavo mio malgrado di somministrarmi... Ma forse è solo ora di smetterla di fare giochi fantasy fino alle due e mezza di notte


E se pensate che io realmente creda alla sfiga siete fuori strada (anche perché probabilmente, vi avrà attraversato un gatto nero al momento opportuno)

E se pensate che con questo finale in cui dico una cazzata peraltro manco tanto divertente la quale invece ahimè paradossalmente conferma che io credo realmente nella sfiga siete fuori strada

domenica 21 agosto 2011

Uno o più mbuti

Nel disperato tentativo di installare Ubuntu in un vecchio computer da chiave USB - pardon, da memoria della macchina fotografica, vabbè che via, la sostanza non cambia.
Non mancano mai le occasioni per ricordarci quanto in realtà non si capisce una sega. E più pensiamo di capirci e più in realtà non ci si capisce una sega. O forse è il fallimento  in qualcosa che pensavamo di capire che si staglia ancor più dirompente e ci ricorda quanto non si capisce una sega. 
Calcolatore dei miei cogliombeli tu sei solo una macchina, io ti domino e non il contrario, sei stato creato da un essere umano esattamente uguale a me ma magari coi capelli diversi, perché dopo anni che sto dietro a quelli come te, scruto, scovo tutte le tue finestre a scomparsa, conosco i tasti e le scorciatoje di tastiera, perché ora non mi dai retta? 
Sei vecchio - per questo ti voglio dare una ringiovanita - ma non hai la mia età, posso comunque compiere atti di nonnismo su di te. Ma che fai come i cani che per ogni anno di vita ne sono 7 umani e ora tu pretenderesti di fare il bullo e mi ti rivolti contro?
Non mi dire che devo cambiarmi i capelli.

domenica 7 agosto 2011

Ai vecchini

Quanto sono bellini i vecchini, uno sbocciare di sghigaggine e di perduta giovinezza. 
Coi nasi appuntiti e gli occhietti furbi, la camminata incerta e quei capelli, tutti dello stesso colore, vanità andata persa. 
I vecchini sanno regalare le cose col cuore, le danno come un testamento fatto un po' alla volta. 
Ai vecchini si riservano le mansioni semplici, da fare da seduti, sapendo che sanno che lasciarli con le mani in mano sarebbe un profondo dispiacere.
I vecchini parlano perlopiù del passato, o del futuro degli altri, hanno le pupille piene di ricordi mentre guardano un posto dove hanno vissuto tanto tempo fa, quando il mondo era diverso e lo erano anche loro.
Ci sono dei vecchini che si sono rotti la schiena per tutta la vita a lavorare a testa bassa, e la loro semplicità sprigiona una bontà, una saggezza e una generosità che non si imparano dall'esempio.
Temo il giorno in cui certi vecchini se ne andranno, ogni gesto sembra evocarlo, ed è per questo che guardando certi vecchini mi si stringe il cuore, e penso che non riuscirò mai a dimostrare loro tutto il mio affetto e la mia gratitudine. 
Forse ci riuscirò con uno sguardo quando sarò anch'io una vecchina, ma per allora sarà troppo tardi.