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domenica 21 luglio 2013

Indovinello estivo


Potete lasciare la soluzione nei commenti. 
Il primo che risponde bene vince a sue spese un volo Ryanair verso una città che chissà in che stato sarà

venerdì 15 giugno 2012

Il gabbiano





Perché ridi in lontananza,
Con lo scherno portuario
Pieno d'astio indifferente, e l'arroganza
Di ogni paradiso fognario?

lunedì 4 giugno 2012

Eu vou à praia suja

La Grande Plage
Dopo aver cambiato spiaggia perché il Mistral buttava sassate di sabbia, è passato un omino coi baffi e i pantaloni a vita alta mimetici, sopraelevato mentre ero nella scogliera e mi fa:
Idem, G.P.
- "Elle est bonne"? Indicando il mare. Io ho risposto: - "Bonjour!". Ho pensato che in italiano non esiste un aggettivo per dire che l'acqua è "buona", nel senso che fa piacere sguazzarvici.
Plage de Saint-Jean
O sì? Perché se vogliamo dire qualcosa dell'acqua del mare, in caso di bagno diciamo solo che è calda o fredda, pulita o sporca? E se a uno gli garba fare il bagno nell'acqua sudicia? Manca la bontà come positività assoluta.
Idem, St-J.
La stagione dà il meglio di sé, mi scuso che non scrivo da più di un mese, e quando è così il confine fra l'essere molto impegnati e il non succedere un cazzo è molto labile.

Qui invece è Beverly Hills
In allegato, alcune simpatiche testimonianze fotografiche del dì.






sabato 15 ottobre 2011

Vegetando


Dèsi - da annaffiare 2 volte a settimana
Dèbbi - da annaffiare 1 volta a settimana
Ho comprato due piantine, una da tenere dentro e una da tenere in terrazza, e le ho chiamate rispettivamente Dèsi e Dèbbi; dopo di me sono la cosa più viva nell'appartamento

giovedì 5 maggio 2011

La Collana della Sfiga

Collana della Sfiga e relativo sacchettino rosso
È da marzo che ho con me la Collana della Sfiga. Me l'ha lasciata molto amorevolmente un amico, suo proprietario, e l'abbiamo messa dopo vari spergiuri e tiè del caso in un sacchettino rosso (colore simbolico) a casa mia, in un cestino del cassettone stile Luigi XVI. 
Pare che questa collana (che per altro vale gran soldi essendo in oro e ambra) non abbia effetti del tutto benefici su chi la indossa: l'ex portatore afferma che da quando gliel'hanno regalata se la sia tolta solo le due volte in cui si è rotta dovendola per cui mandare a riparare, e durante il lasso di tempo in cui il monile era in restauro dice la scalogna l'avesse lasciato in pace, temporaneamente. Ed è stato proprio questo il motivo scatenante dell'abbandono.
Collana della Sfiga: particolare inquietante
Questa sera ho tentato invano di riappiopparla, insieme ad altri regali, all'antico detentore che si è scansato l'onere giustificandosi col fatto che domani sia il suo compleanno e che quindi dovessimo rimandare la riconsegna a data meno fausta. Questa sera, allo stesso modo, ho voluto provare il brivido di indossarla per un'oretta, con un moto trasgressivo di chi non vuol credere a queste cose, finché ho soccombuto alla dicezie e me la sono levata, tornando alla mia altra collana - quella che mi metto per ricevere complimenti.
Con una confidenza apprezzabile me l'ha rifilata quasi due mesi fa: ed effettivamente egli ha notato istantaneamente miglioramenti nella sua vita. E posso affermare con sicurezza, ora che ce l'ho io, che la Collana della Sfiga funziona.

mercoledì 19 gennaio 2011

Soluzione del rebus - Qualche scatto, per soddisfare la curiosità di chi ne ha.

Francesinha (probabilmente ha origine dal Croque-Monsieur, ossia un toast cotto e formaggio ricoperto di formaggio. In aggiunta in Portogallo mettono una fettina di vitella, salame, mortadella, chouriço, salsiccia e una salsa alla birra piccante. Questa è la versione senza patatine fritte. Leggerezza!). Presso Boa Viagem, Porto


Gabinetti (Ufficio di assistenza ai clienti a destra). Porto, Stazione Campahnã

Cul to Cul. Coimbra, interno.
© M.M.
Bacalhau à braz e Vinho Nico. Coimbra, interno
Diva & Donna sbarca in Portogallo, sapori d'Italia. Coimbra
Coimbra, in cima alla scalinata delle palle all'Università.
© g. C.
Desolação. Coimbra, Università
O Pinto pintado. Coimbra

Prima dell'alba: un gatto ci fissa nella stanza 26 della Pensão do Norte. Porto.
© g. C.
Parrucchiere di gran moda. Porto






Il gatto che ci fissava ha portato nuovi amici a vedere chi c'è nella stanza. Porto.
© M. M.


Saltano agli occhi i colori malgrado la giornata uggiosa e l'ingegnoso metodo di asciugatura del bucato. Porto

Terreiro da sé, che fa per tre. Nei pressi di São Bento, Porto
M.M. a Porto (à noite)

domenica 9 gennaio 2011

L'hanno rifatto!

L'hanno rifatto!
Hanno rimesso la colonna sonora de L'Esorcista su Radio Capital... ma stavolta non ero da sola in macchina, purtroppo o per fortuna, ero con un amico che fra l'altro aveva letto il post che precede questo. Ho detto hai visto l'hanno rimessa, fa paura! Non credi? E lui Ah ma è un grande compositore e di qua e di là, pensa ha fatto anche Moonlight Shadow (mmm sticazzi) alché io ho detto Zitto cambiamo stazione che mi fa paura. E non fare versi che sennò mi spavento te lo chiedo anche per la tua incolumità (stavo guidando).
Così lui ha pensato bene di ruggire, io ho urlato e un'altro po' si vola di sotto dal cavalcavia. Lui s'è scusato, non aveva capito che mi facesse veramente effetto, Pensavo fosse un topos.
Ma caa topos???
Comunque in tema al tema horror vi presento una vignetta che ho fatto oggi al lavoro (sì, al lavoro).


sabato 13 novembre 2010

Il faut se méfier des mots,
encore moins des soupçons.

Il faut se fier aux intuitions,
encore plus aux répétitions.

En cas de sporadicité,
fiez-vous à ce que vous voulez vous fier.

mercoledì 2 giugno 2010

Ça y est

Arieggia, gingilla e aggeggia
Mannaggia!
Passivo non attivo! quasi mai transitivo.
Inizia un giorno, si aggiorna la giornata!
Seria la sera, sarà che è già serata
Si attende tesi una nuova ventata
Di nuova novità.
Sarà quel che sarà
Ci diciamo; e intanto solchiamo i solchi
Degli stolti attimi di giornate sprecate
A pensare a cazzate.

martedì 11 maggio 2010

venerdì 7 maggio 2010


Ci si risveglia ancora in questo corpo attuale, su una campagna sotto la pioggia e giornata ripetitive.
Ero convinta che passare tanto tempo ferma a casa mi avrebbe dato un sacco di ispirazione. E invece niente: è proprio il contrario. Non succede nulla, nulla di nulla: l'illusione migliore di qualche giorno fa è stato aspettare impaziente che i miei tornassero dalla Coop per vedere cosa avessero comprato. 
Se non succede nulla, non c'è nulla da raccontare. A parte fatti che voglio tenere per me, per ovvie ragioni. Ché a volte i racconti cancellano le sensazioni originali, le stemperano, ne sfrangiano i contorni. Alla fine si prova solo quello che si racconta, perché esterno, falsato. Come un golf di lana paragonato a una pecora. Bellino, ma inerte. La pecora invece bela, con la sua lanina attaccata addosso.

L'obiezione potrebbe essere: Ma se non hai niente da scrivere, cosa scrivi a fare? 
A domanda rispondo: Già è tanto che uno si contenga nel parlare a sproposito. E forse non riesco a fare manco quello.


domenica 25 aprile 2010

Manifesteggiamo

- Cioè ma cos'è, perché l'avete fatto
- Non te lo so spiegare, lo devi leggere [se ce la fai].

La scimmietta di Vidual: lei sa già tutto di quanto scritto.

Dopo quasi due anni il ns. Manifesto è finalmente in linea, e mi sento riavere.

giovedì 25 marzo 2010

En veux-tu, en voilà

Volevo fare tante cose volevo! Volevo scrivere qualcosa di dettagliato con la foto esplicativa ma non ce l'ho fatta, la Noi Wind Sms mi ha tolto la facoltà della sintesi e ce ne erano troppe.
Quindi ho deciso che chi vuole si va a vedere le foto con meno violazione della privacy possibile del viaggetto Stoccolma e Finlandia, con commenti annessi e tutti gli altri ne han trentuno. 
Non tutte sono mie, va detto per correttezza, alcune sono della mia amica, che per comodità chiameremo Letizia. 
Moi moi!

Stoccolma
Finlandia (Turku e dintorni, Tampere)

domenica 14 febbraio 2010

C'è tutto tranne la frase

Cosa ho letto scusa? Che bella frase, musicalmente perfetta. Ponente, esistente, aspetta. Aspetta aspetta la voglio segnare. Dev'essere il sonno che produce associazioni così perfette. Ecco segnata, fatto. Due righe eccezionali. Ah ma quindi mi sono resa conto di sognare. Devo essere sul punto di svegliarmi. No no aspetta, vabbè - tanto l'ho segnata. No, disdetta, avevo solo sognato di annotarla ma ce la posso fare lo stesso ma questi cuscini ho dormito tutta la notte così? Mi sembra di stare in piedi. Aspetta aspetta non aprire gli occhi - aperti ma tanto me la ricordo, come faceva ponente, esistente ente boh non so neanche dov'è il foglio più vicino. Perduta. Sono stati i cuscini a distrarmi. I cuscini.

Il sogno è superiore allo stato vigile - esiste a prescindere - lascia un biglietto e dice di essere passato, senza specificare le intenzioni.

mercoledì 27 gennaio 2010

Io: la maga del cazzège

...ed è proprio nel momento in cui c'è bisogno della massima concentrazione, quando si raggiunge il climax del ragionamento dopo molti giri mentali focalizzati su un unico punto, che una corrente inversa stride ma appiana la gracchiata di tensione.
La lisciata al contropelo!
Tutto questo per descrivere - resistete, non vi distraete proprio adesso -
la distrazione.

martedì 1 dicembre 2009

Camminando te ne vai

Mi ha sempre affascinato la caratteristica della singolarità degli individui: ognuno ha una piccola visione del mondo irripetibile e un punto di vista che mai potremo sperimentare, se non mediante il sogno. Sento una eco:
"Se il Sogno ed il Vero si equivalgono, nel momento stesso in cui sogniamo la vita di terzi, noi viviamo effettivamente quell'altra vita.
Considerato ciò:
· Siamo in grado di sognare e quindi ugualmente vivere invero chi vogliamo ed essere contemporaneamente il capo di chiunque. Questa prospettiva ci permetterebbe potenzialmente di conquistare il mondo, se non altro nel caso in cui considerassimo il termine capo nella sua accezione banale. 
·  Allo stesso modo, qualunque altro essere penZante può sognare e vivere la nostra vita, che non sarà mai la nostra, ma la sua, sarà una verità nel suo capo. Ma essendosi questo individuo avvalso del PenZiero e del Sogno per intraprendere quest'impresa gli spetta il Vero e a noi ci tocca sottoscrivere."

Eco che è restata solo un progetto, e qui un po' campata in aria, o areata in campo, almeno per i lettori, ma non certo per gli autori.

La vita ti trascina e capita meno di frequente di fare dei giri mentali su questo argomento, che ci è comunque tanto caro, da perderci le serate.
Anzi, sembra imporsi non senza vergogna la convinzione che tutti la pensino esattamente come te, perdendo del tutto la moltitudine dei modi di pensare, di reagire, di vivere, in una parola.
Tuttavia torna in auge, inesorabile, quando in piedi, sola, vedo delle macchine passare per un po' di tempo. Di norma accade in un momento di attesa, dove i tuoi pensieri si disperdono e devono ritrovare la via di casa.

Succede perché è più visibile l'idea del viaggiare su questa terra in un contenitore a noi visibile, un microcosmo privato, quasi una casetta, dalla forma più definita.
Il corpo è la scatola che contiene i nostri pensieri, il nostro mondo, e l'auto è la scatola che contiene il conducente che a sua volta contiene il suo piccolo mondo. Ti soffermi, e tutti quei mezzi busti che sembrano muoversi da soli per mezzo di una forza invisibile portano all'idea che non siano tante code dell'occhio che si susseguono, ma persone che stanno andando da qualche parte per dei motivi sconosciuti, e hanno reti di conoscenze di individui a te ignoti ma che fra di sé si conoscono. E da lì si spazia...
Quando si girano a guardarti sai di essere solo un cameo in un istante dimenticato nel corso della loro giornata, e il cameo in questione per conto suo si arrovella per risolvere i propri grattacapi o godersi qualche scintilla di gioia, e si sente un essere perfettamente pensante, non un elemento di decoro come possono essere le macchine, i cestini, i passanti in un momento di stand-by del giorno.
Ed è in questo momento che, da cameo, riesci a ridimensionare i tuoi problemi o presunti tali: a volte fa piacere far parte dell'arredamento.



Auguro a tutti quelli a testa china di trovare lungo il loro cammino un biglietto da cinquanta euro.