lunedì 30 marzo 2009

E la sera ritorno con malesseri speciali



È bello decidere di prendere in mano la propria vita; bisogna però fare attenzione a non stritolarla


I can't go with the flow

sabato 28 marzo 2009

Digrignando

"La contradiction est fonction de l'Utile. Elle n'existe pas dans l'amour. Elle n'existe pas dans le rêve. Et c'est en grinçant horriblement des dents que nous supportons l'abominable système de contraintes et de restrictions, d'extermination de l'amour et de limitation du rêve généralement désigné sous le nom de civilisation occidentale."
Légitime Défense - 1932





venerdì 27 marzo 2009

Nuovi slanci vitali

Ho sognato di avere una sorella ed un fratellino neonato. Me lo davano in braccio, si divincolava come un gatto, voleva scappare e toccare gli oggetti della stanza. A fatica riuscivo a trattenerlo a me.

domenica 22 marzo 2009

In piena facoltà, egregio presidente...


ensare che non era un tipo che colpiva particolarmente. Lei portò dietro una cara amica per sentire un parere, con quella stupidità femminile di richiamare a sé le confidenti a riprova, come se non si sapesse già tutto dentro di noi. L'amica non capì fino in fondo il suo entusiasmo.

Un tipo solitario, che forse attirava poche mosche, o meglio, aveva tanti amici ma non troppi mosconi in cerca di popolarità. Stava insieme agli altri come se fosse in comunione con il cosmo e sembrava che quello che gli succedeva non fosse direttamente legato a lui. Eppure si sentiva che le relazioni che aveva erano profondamente sentimentali, sempre.
Non era facile afferrare il suo sguardo, quello sguardo che fissava le cose del mondo con una visione sinceramente esteriore. Non guardava gli altri: vi posava lo sguardo, come avrebbe potuto farlo su un paesaggio, un fiore, una stazione affollata. Fu forse una certa presunzione di averlo colto che la attirò a lui. E un episodio che scade nell'aneddotica che aveva messo su di lui un segnalibro, su una pagina da riaprire dopo un po' di tempo. Voleva forse che la guardasse, e non che posasse su di lei lo sguardo. Più che guardare ed interiorizzare, contemplava. Bisogna riconoscere che aveva un ego piccolissimo, caratteristica introvabile ormai.
Lei apprezzò che le loro prime conversazioni non fossero state stupide. Lo furono di più quando acquistarono maggiore confidenza. Col senno di poi, si rese conto del rispetto che lui aveva dell'intelligenza di ognuno.
Quel poco tempo che passarono insieme lei sentiva fosse di una qualità superiore rispetto a quello che avrebbe potuto passare con persone che le sembrava conoscere di più. Una persona meravigliosa e impressionante.
Le causò un pianto solitario seduta su una scalinata mentre posava lo sguardo su un'alba estiva e sui suoi miseri moti interiori.
Le insegnò delle cose, senza tenere un corso. Pensare a quello che ci piace fare, e farlo senza preoccuparsi troppo del giudizio. Non aver paura della solitudine, se con sé stessi si è a posto. Guardare le cose in modo diverso: porsi in maniera trasversale e relativa anche nel considerare o giudicare un oggetto insignificante. Capire che c'è uno sguardo esterno a noi che ci vede, e che la nostra normalità non vale per ciascuno. Accettare tutto e tutti, con un'apertura sincera, non costruita, di aria rinnovata. Stare in silenzio quando è il momento, cantare e ballare in un altro senza pensare che sia sbagliato. La sincerità non stupida delle affermazioni, una certa spontaneità di indole. E che i luoghi più belli non sono quelli che piacciono a tutti.
Fuori dagli schemi soliti ma perfettamente inserito nei suoi, con un ordine e una disciplina, per quello che prediligeva o in cui credeva, disarmante.
Portava con sé una certa immobilità, mista ad azione.


venerdì 13 marzo 2009

Con-vinZione

Questione di convinzione: con-vinta
Non sono vinta perché non c'è stata nessuna battaglia
Per questo non sono neanche con-vinta. 
Sono solo con(ne)


Non. Il n'y a pas de problèmes.

giovedì 5 marzo 2009

(Sc)altra

Non mi basta più ascoltare le persone, voglio sognarle, e di conseguenza viverle, essere loro. Sono stanca di essere solo me stessa. Vorrei domani svegliarmi ed essere qualcun altro, ma senza la consapevolezza che fossi stata io prima. Qualcuno che non si ponga le mie domande, e a cui non interessi vivere qualcun altro. Essere altro e basta - o animale - azzerando la coscienza di fin qui.
Vivo spontaneamente, ma non abbastanza, tutto deve passare dal trituratore del mio cervello e quando arriva il momento di scegliere tutto si risolve in un prodotto molto simile ad un colabrodo. Anche i lampi di genio più lampanti che geniali che mi trapassano la testa sono solo sporadici fenomeni che non fanno mai parte di un sistema autoreferenziale (o forse si autoreferenziano così?). Interezza - questo mi manca. Monolitismo, certezze. In una parola: forse manca l'amore, e manca a tutti in questo mondo, guardiamoci in faccia. Magra, magrissima, trasparente consolazione
Lo cercherò nelle immagini che mi è consentito vedere, nei momenti più sgombri della giornata, nel rincasare, nelle partenze, negli addii che hanno incluso degli incontri, nel salire o scendere le scale. Lo sento vibrare nell'aria come un'energia che non fende i corpi, o che i corpi perlopiù ignorano
Per la strada: scontri di sguardi, urti spiacevoli, o pezzi della tua vita che si materializzano.
Oggi gli applausi della versione live si confondevano col rumore della pioggia sul lastricato e non riuscivo più a distinguerli

sabato 28 febbraio 2009

La nuit comme le jour est lumière


Conosciamo il buio, ma non sappiamo cosa contenga. O meglio: non vediamo cosa contiene. La conoscenza del mondo avviene per noi poveri illusi soprattutto attraverso la vista; le nuove politiche comunicative ci vogliono oltretutto far credere che "vedere" è "sapere".
C'è da fare qualche precisazione. Innanzitutto, le immagini mediatiche sono uguali per tutti, il sapere trasmesso è un semplice travaso di informazioni grossolanamente rielaborate dal nostro cervello. In secondo luogo va detto che dopo tutto, qualsiasi immagine vediamo è comunque personalissima, lo è il punto di vista, ciò che suscita, l'importanza che le diamo ecc. Dunque, la valenza delle immagini che vediamo, grazie alla luce, o quelle scaturite dalla fantasia nel buio sono solo un prodotto mentale esclusivamente soggettivo.
Il buio diventa uno spazio da riempire, non riusciamo a concepirlo come semplice assenza di luce. L'oscurità diventa un atto di fede obbligato: esistono oggetti, animali, gli spazi di sempre oppure sconosciuti, a prescindere dalla visione che ne abbiamo di essi. Il buio non è altro che un viaggio introspettivo più chiaramente manifestato e che siamo forzati a compiere, in quel momento coscientemente. Mediante l'assenza di luce, il nostro cervello rimpiazza il visibile con immagini mentali, che esistono tanto quanto quelle che assorbe la nostra retina. Anche ciò che vediamo illuminato, è visto, ed esiste realmente per noi in quel momento, come le immagini, a volte più vivide, scaturite dall'oscurità. Ma che dire su ciò che non vediamo, e che ciò nonostante è illuminato, in un luogo in cui non ci troviamo? Non esiste tanto quanto ciò che stiamo vedendo? A cosa dobbiamo quindi credere? Anche questo è un atto di fede, ma non ce ne curiamo perché non siamo obbligati a compierlo, come avviene in caso di assenza di luce e della nostra presenza in un dato luogo.
La paura del buio è totalmente infondata, la coscienza di riconoscere che non possiamo vedere tutto ci spaventa, il viaggio dentro noi stessi comincia. Si ha paura di sé stessi, quindi, ma il timore diminuisce nel momento in cui ci arrivano suggerimenti esterni su quali immagini mentali avere in un dato istante. Ci rassicura l'universalità, proprietà che noi riteniamo possegga la realtà illuminata, che ci fa credere meno soli.
Io credo che riconoscere l'unicità degli individui aiuti l'accettazione e la serenità, e sembra che la corrente vada in senso contrario, ossia che siano i punti in comune i più ricercati, e non le differenze. Questo ci dà un immenso senso di sconforto, ma è naturale non trovare sé stessi negli altri. A volte però, me ne compiaccio.

© Foto di g. c., che rappresenta lo smascheramento di un atto di fede. Dovevo semplicemente credere ci fosse quella busta rosa in quel punto che non riuscivo a vedere, ma ne ho voluto le prove.

domenica 22 febbraio 2009

Ultima sigaretta

e date sulle pareti della mia stanza erano impresse coi colori più varii ed anche ad olio. Il proponimento, rifatto con la fede più ingenua, trovava adeguata espressione nella forza del colore che doveva far impallidire quello dedicato al proponimento anteriore. Certe date erano da me preferite per la concordanza delle cifre. Del secolo passato ricordo una data che mi parve dovesse sigillare per sempre la bara in cui volevo mettere il mio vizio: "Nono giorno del nono mese del 1899". Significativa nevvero? Il secolo nuovo m'apportò delle date ben altrimenti musicali: "Primo giorno del primo mese del 1901". Ancora mi pare che se quella data potesse ripetersi, io saprei iniziare una nuova vita.
Ma nel calendario non mancano le date e con un po' d'immaginazione ognuna di esse potrebbe adattarsi ad un buon proponimento. Ricordo, perché mi parve contenesse un imperativo supremamente categorico, la seguente: "Terzo giorno del sesto mese del 1912 ore 24". Suona come ogni cifra raddoppiasse la posta.
L'anno 1913 mi diede un momento di esitazione. Mancava il tredicesimo mese per accordarlo con l'anno. Ma non si creda che occorrano tanti accordi in una data per dare rilievo ad un'ultima sigaretta. Molte date che trovo notate sui libri o quadri preferiti, spiccano per la loro deformità. Per esempio il terzo giorno del secondo mese del 1905 ore sei! Ha un suo ritmo quando ci si pensa, perché ogni singola cifra nega quella precedente. Molti avvenimenti, anzi tutti, dalla morte di Pio IX alla nascita di mio figlio, mi parvero degni di essere festeggiati dal solito ferreo proposito. Tutti in famiglia si stupiscono della mia memoria per gli anniversarii lieti e tristi nostri e mi credono tanto buono!
Per diminuirne l'apparenza balorda tentai di dare un contenuto filosofico alla malattia dell'ultima sigaretta. Si dice con un bellissimo atteggiamento: "mai più!". Ma dove va l'atteggiamento se si tiene la promessa? L'atteggiamento non è possibile di averlo che quando si deve rinnovare il proposito. Eppoi il tempo, per me, non è quella cosa impensabile che non s'arresta mai. Da me, solo da me, ritorna." I. Svevo

mercoledì 18 febbraio 2009

Poème TG 5

I fiocchi di neve sono arrivati fin sulla costa
A Roma il forte vento ha provocato la caduta di numerosi rami
Questo tempo così avverso
A Napoli peraltro la situazione non è destinata a migliorare, anzi
Centocinquanta milioni di euro per i danni causati dal maltempo agli agricoltori
Attraverso la via telematica.
Anche le fughe d'amore sono più moderne, certo, ma non più affidabili
La fuga d'amore di coppie giovani, spesso minorenni
Lui tifoso del Manchester United
L'uomo è caduto nella seduzione
Solo a quel punto ha scoperto l'inganno
Sua moglie ha deciso di divorziare
Il risultato non cambia.
Adolescenti che non hanno obiettivi
Davanti a certi vuoti esistenziali
Poi la scelta più immediata è quella di andarsene col primo che passa
Occhio alle fregature dunque del web.
Ecco le batterie che si ricaricano con la luce del sole.
Immediato e semplice da usare
Ecco per tutti lo schermo touch-screen
Poi si possono lanciare le funzioni desiderate
Vedere le nostre immagini preferite
Nel duemilanove poi si lancerà sul mercato il telefono indistruttibile
Senza rinunciare alle funzioni più sfiziose
Il telefonino più costoso, Aura, tempestato di brillanti, costa seimila euro.
Buona serata.


Milan-Arsenal 0:2