domenica 9 gennaio 2011

L'hanno rifatto!

L'hanno rifatto!
Hanno rimesso la colonna sonora de L'Esorcista su Radio Capital... ma stavolta non ero da sola in macchina, purtroppo o per fortuna, ero con un amico che fra l'altro aveva letto il post che precede questo. Ho detto hai visto l'hanno rimessa, fa paura! Non credi? E lui Ah ma è un grande compositore e di qua e di là, pensa ha fatto anche Moonlight Shadow (mmm sticazzi) alché io ho detto Zitto cambiamo stazione che mi fa paura. E non fare versi che sennò mi spavento te lo chiedo anche per la tua incolumità (stavo guidando).
Così lui ha pensato bene di ruggire, io ho urlato e un'altro po' si vola di sotto dal cavalcavia. Lui s'è scusato, non aveva capito che mi facesse veramente effetto, Pensavo fosse un topos.
Ma caa topos???
Comunque in tema al tema horror vi presento una vignetta che ho fatto oggi al lavoro (sì, al lavoro).


martedì 4 gennaio 2011

Cambio repentino di stazião

Spettabili Radio Capital
io vi stimo e vi ascolto quando posso, mi piacete perché in linea di massima passate musica largamente digeribile (a parte quando vi prende lo strullo e mettete quella robaccia mutante metà arenbì metà c'avete rotto le palle), gli speaker non sono dei cerebrolesi e per quanto possibile non viene trattato come tale nemmeno l'ascoltatore però c'è un però
Dai, non mettete la colonna sonora de L'esorcista alle due di notte
Voi lo sapete quanti automobilisti sono sintonizzati sulla vostra stazione radio che stanno tornando da soli in macchina?! Non ci sono solo le grandi città, il segnale arriva anche laddove c'è gente che in quel preciso momento da quanto è sperduta nella campagna vede benissimo le stelle, ma dato il sottofondo musicale non gli passa neanche per l'anticamera del cervello che domani sarà per quel motivo una bella giornata.

Ah, p.s. Buon anno, si può dire?

venerdì 24 dicembre 2010

La pluie de Noël

Pioveva e non sapevamo se all'uscita fosse consono ridere per qualcosa.
Oggi quei bambini vivranno il peggior Natale di sempre, e ogni anno sarà un triste anniversario. Ho avuto la sensazione che la fantasia però non li facesse ancora rassegnare. Erano composti e sfuggivano gli sguardi, con un dolore che si intravedeva come capocchie sul portaspilli.
Mi è dispiaciuto dar loro un bacio sulla guancia dopo aver fumato una sigaretta. Ma poi ho pensato che anche se la loro statura è metà della mia hanno vissuto più di me e non si sarebbero scandalizzati.

lunedì 20 dicembre 2010

Edizione straordinaria

La pensione dà alla testa: chissà se potrò mai accedere a tale euforia.
Questa mattina, per la prima volta nella mia vita, ho sentito mio padre cantare. 
E cantava Il caffè della Beppina non si beve alla mattina.

domenica 19 dicembre 2010

And since we've so many places to go / Let it snow, let it snow, let it snow

Un po' di domande retoriche 

Condizioni atmosferiche, perché non vi siete adeguate alla società moderna? Società moderna, perché non ti sei adeguata alle condizioni atmosferiche?

Bisogna fare una scelta

- O si ammette che non ci possiamo permettere lo standard della comunità globale, che per venti centimetri di neve a Firenze Santa Maria Novella c'è stato il finimondo, il bunker alla Fortezza da Basso, le linee telefoniche interrotte, sfollati, treni cancellati, binari deserti, scambi gelati, binari ghiacciati, piani buttati all'aria, gente senza ombrello, gente senza guanti, gente senza appoggio, gente disperata, gente con una segreta speranza associata a tachicardia, gente sola e gente insieme ma in mezzo a una via!
Nelle superstrade toscane code di persone in attesa per più di 13 ore per poter fare 20 chilometri; la polizia e i carabinieri non rispondevano neanche più alle telefonate e a dispetto di quanto detto nella sincerissima televisione non una coperta né un tè caldo per chi ci s'è trovato in mezzo
- O si adegua il tutto per le emergenze, se quella di venerdì scorso si può chiamar tale (per gli effetti sì, ma non per il fatto in sé), rendendo dignitose queste nozze coi fichi secchi.

La soluzione

Beh, a mali estremi, estremi rimedi, ho già controllato e il prossimo venerdì 17 cade a giugno 2011. Quindi se statalmente non è cambiato niente, state a casa quel giorno, ricordatevelo bene perpiacere.

Ché io volevo fare una gita in treno direzione nordest Grande Sertão italiano programmata per tempo,  finita con un reclamo alle Ferrovie dello Stato e un grande senso di presa di culo.

mercoledì 8 dicembre 2010

Surprises, please

Dalla collana "Cose che molto probabilmente non ti interessano"

Lasciamo stare questa nottata tempestata di pensieri inquietanti frutto di preoccupazioni che non vi e non mi riguardano e che mi hanno svegliata di soprassalto prestissimo. Con strascichi niente male, soprattutto oggi in cui mi vedo obbligata  a mantenere un atteggiamento di sospensione. "Mi vedo" da considerarsi letteralmente: oggi mi vedo vivere. Sono sola, ma se ci fosse qualcuno mi scrollerebbe la spalla dicendomi Forse è meglio se ce ne andiamo via di qui.
Thom Yorke
Parliamo dell'altra sera invece, quando inspiegabilmente mi sono addormentata pensando al cantante dei Radiohead, pur non avendolo conosciuto personalmente né potuto apprezzare appieno grazie a terzi né soprattutto essendo in definitiva particolare estimatrice della loro musica (senza in realtà schifarla). Resta il fatto che stavo pensando a Thom Yorke, e non ne conosco il motivo. Sarà stata la prima volta che lo facevo. E me ne ricordo perché poi, al risveglio, mi è ritornato subito in mente e mi sono resa conto che era lo stesso pensiero di prima di addormentarmi. Mah che vorrà dire. Con quell'occhietto, poi.
Adesso con questa rivelazione non stupirò nessuno e sarà di certo irrilevante rispetto a quelle degli ultimi tempi, però ho acceso l'enciclopèdia e ho cercato 'sto tizio (di cui non ricordavo neanche il nome) per sapere che volesse da me e ho scoperto che siamo nati lo stesso giorno. Non dello stesso anno, però: altrimenti era meglio se mi davo all'ippica.

domenica 5 dicembre 2010

Galateo

Ormai la gente è talmente abituata a ciarlare solo in cucina davanti a Canale 5 che non capisce che se al cinema ogni poco ti giri a guardare nella loro direzione mantenendo uno sguardo di sfida non è per un tic nervoso.
Sono convinta che fra le due signore sedute dietro stasera ce ne fosse una che seguiva il film e l'altra no, e l'amica doveva descrivere passo passo quello che succedeva. Sennò non si spiega.
Ormai poi con il 3d c'è caso che lo spettatore si sia messo in testa che i personaggi parlino con lui, e si sente autorizzato a rispondere ad ogni battuta. O sei un illuso, o sei un imbecille.
Fatto sta che alla signora avrei dato una manata e le avrei chiesto indietro i soldi del biglietto.


Comunque P., al cinema con te, il tu' citto e gli amici del tu' citto non ci torno più che si porta jella.

sabato 27 novembre 2010

Questi post davanti al mare

E fin qui abbiamo parlato e sparlato, discusso, pianto e cantato. Abbiamo riso prima di fare la battuta, e da soli ripensando a una cosa. Ci siamo messi in mostra e in disparte, e brindato e siamo andati a riposare. Abbiamo detto le solite cazzate del caso, passato il tempo alla meglio. Abbiamo letto e scritto, alzato la mano, fatto tanti convenevoli e anche sognato. Sogni belli, brutti, mediocri in bianco e nero di cui rimane solo l'alone che scompare alla prima specchiata mattutina (ora ci sei solo tu davanti allo specchio)

E la resa dei conti?

Stavo discutendo poco fa con un'amica che ci vorrebbe un'involuzione, si dovrebbe retrocedere; capiamo noi stessi così bene e abbiamo così chiare le situazioni da renderci ancora più confusi.
Chissà! L'uomo si porta dietro il fardello della soddisfazione della consapevolezza, e invece mah, si diventasse un po' più ruspanti sai quante soddisfazioni in più.
Che tanto diciamocelo scavare e scavare fa sempre più male, vorrei dimenticare alcune cose, ma tanto è d'uopo che continui a pensare, e costruire sopra quello che c'è.

Il fatto è che, se invece di cercare la propria felicità ci si dà in pasto a surrogati e diversivi, la prima negatività ti piega

Perché non hai niente con cui difenderti e tutto da cui difenderti.

L’homme n’est qu’un roseau, le plus faible de la nature; mais c’est un roseau pensant. Il ne faut pas que l’univers entier s’arme pour l’écraser: une vapeur, une goutte d’eau, suffit pour le tuer. Mais, quand l’univers l’écraserait, l’homme serait encore plus noble que ce qui le tue, parce qu’il sait qu’il meurt, et l’avantage que l’univers a sur lui, l’univers n’en sait rien. Toute notre dignité consiste donc en la pensée. C’est de là qu’il nous faut relever et non de l’espace et de la durée, que nous ne saurions remplir. Travaillons donc à bien penser: voilà le principe de la morale. Ce n'est point de l'espace que je dois chercher ma dignité, mais c'est du règlement de ma pensée. Je n'aurai pas davantage en possédant des terres: par l'espace, l'univers me comprend et m'engloutit comme un point; par la pensée, je le comprends.

L'uomo è soltanto una canna, la più debole della natura; ma è una canna pensante. Non c'è bisogno che l'intero universo si armi per schiacciarlo: un vapore, una goccia d'acqua bastano ad ucciderlo. Ma, quandanche l'universo lo schiacciasse, l'uomo sarebbe ancor più nobile di ciò che lo uccide, perché sa di morire, e del vantaggio che l'universo ha su di lui, l'universo non ne sa niente. Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. È da qui che dobbiamo risollevarci e non dallo spazio e dalla durata, che non sapremmo riempire. Impegniamoci dunque a pensare bene: ecco il principio della morale. Non è a partire dallo spazio che devo cercare la mia dignità, ma dall'organizzazione del mio pensiero. Non avrei di più possedendo terre: attraverso lo spazio, l'universo mi comprende e mi inghiottisce come un punto; attraverso il pensiero, lo comprendo.

Blaise Pascal, Pensées, 1660 

Sono queste fortune del tutto particolari 
- l'universo pur comprendendoci non ci comprende.