I miei amici: si inculano in blocco le bacchette al ristorante giapponese e poi non vogliono andare in macchina in sei.
domenica 6 dicembre 2009
sabato 5 dicembre 2009
martedì 1 dicembre 2009
Camminando te ne vai
Ore
14:43
Mi ha sempre affascinato la caratteristica della singolarità degli individui: ognuno ha una piccola visione del mondo irripetibile e un punto di vista che mai potremo sperimentare, se non mediante il sogno. Sento una eco:
"Se il Sogno ed il Vero si equivalgono, nel momento stesso in cui sogniamo la vita di terzi, noi viviamo effettivamente quell'altra vita.
Considerato ciò:
· Siamo in grado di sognare e quindi ugualmente vivere invero chi vogliamo ed essere contemporaneamente il capo di chiunque. Questa prospettiva ci permetterebbe potenzialmente di conquistare il mondo, se non altro nel caso in cui considerassimo il termine capo nella sua accezione banale.
· Allo stesso modo, qualunque altro essere penZante può sognare e vivere la nostra vita, che non sarà mai la nostra, ma la sua, sarà una verità nel suo capo. Ma essendosi questo individuo avvalso del PenZiero e del Sogno per intraprendere quest'impresa gli spetta il Vero e a noi ci tocca sottoscrivere."
Eco che è restata solo un progetto, e qui un po' campata in aria, o areata in campo, almeno per i lettori, ma non certo per gli autori.
La vita ti trascina e capita meno di frequente di fare dei giri mentali su questo argomento, che ci è comunque tanto caro, da perderci le serate.
Anzi, sembra imporsi non senza vergogna la convinzione che tutti la pensino esattamente come te, perdendo del tutto la moltitudine dei modi di pensare, di reagire, di vivere, in una parola.
Tuttavia torna in auge, inesorabile, quando in piedi, sola, vedo delle macchine passare per un po' di tempo. Di norma accade in un momento di attesa, dove i tuoi pensieri si disperdono e devono ritrovare la via di casa.
Succede perché è più visibile l'idea del viaggiare su questa terra in un contenitore a noi visibile, un microcosmo privato, quasi una casetta, dalla forma più definita.
Il corpo è la scatola che contiene i nostri pensieri, il nostro mondo, e l'auto è la scatola che contiene il conducente che a sua volta contiene il suo piccolo mondo. Ti soffermi, e tutti quei mezzi busti che sembrano muoversi da soli per mezzo di una forza invisibile portano all'idea che non siano tante code dell'occhio che si susseguono, ma persone che stanno andando da qualche parte per dei motivi sconosciuti, e hanno reti di conoscenze di individui a te ignoti ma che fra di sé si conoscono. E da lì si spazia...
Quando si girano a guardarti sai di essere solo un cameo in un istante dimenticato nel corso della loro giornata, e il cameo in questione per conto suo si arrovella per risolvere i propri grattacapi o godersi qualche scintilla di gioia, e si sente un essere perfettamente pensante, non un elemento di decoro come possono essere le macchine, i cestini, i passanti in un momento di stand-by del giorno.
Ed è in questo momento che, da cameo, riesci a ridimensionare i tuoi problemi o presunti tali: a volte fa piacere far parte dell'arredamento.
Auguro a tutti quelli a testa china di trovare lungo il loro cammino un biglietto da cinquanta euro.
sabato 28 novembre 2009
sabato 21 novembre 2009
Profilo astrologico: Bilancia
Ore
15:17

I nati sotto questo segno d'aria al contrario di come si possa credere non sono persone equilibrate, bensì alla continua ricerca di equilibrio. Una volta capito che l'equilibrio non esiste, raccontano frottole a sé stessi per far tornare i conti.
Legati all'estetica e a tutto ciò che è bello e stiloso, espongono i nuovi acquisti agli amici, ai quali di norma non importa molto.
Vanno fieri della propria cancelleria e lo rendono noto a chi sta loro intorno, ai quali di norma non importa molto.
giovedì 12 novembre 2009
Un post ancora più serio
Ore
18:45
In seguito ad una promessa mi vedo oggi implicata nella stesura di un post serio.
Controllando sul dizionario, come da tradizione quando ci si accosta a principiare un elaborato, ho riscontrato che accanto al lemma serio vi era trascritto
che non rivela né allegria né tristezza.
Seguendo tale accezione e non essendo mia intenzione offrire all'etere un componimento piatto, neutro, ho deciso di preferire la trattazione della serietà stessa e dei suoi contrari: in fondo, e nessuno mi potrà smentire, non c'è nulla di più serio della serietà.
La mia scelta è scaturita dall'essermi posta la domanda di cosa in realtà sia un argomento serio.
Cos'è la serietà? È possibile analizzarne empiricamente gli effetti. Il serio ci fa ricomporre e schiarire la voce, fa rilassare i tratti del viso fino a un momento prima contratti in una risata. Potrebbe quindi assumere il ruolo di guastafeste nella nostra vita quotidiana. D'altra parte, se la serietà non esistesse, non sarebbe neanche immaginabile parodizzarla o sbeffeggiarla, che poi è ciò che meglio mi riesce.
Sdrammatizzare: decontrazione, decompressione di una gravità di fondo che è pesante e presente poiché continuamente ironizzata.
Cos'è la serietà, cos'è un argomento serio? La cronaca, l'osservanza del minuto di silenzio? Gli scandali politici di questo mondo corrotto e manipolato? Cosa ci fa raddrizzare maggiormente la schiena o chiudere il becco per rispetto?
Tre sono universalmente gli argomenti seri, che ciascuno però può ignorare a piacimento, ma che forniscono comunque le migliori parodie perché ne temiamo la perdita:
- La vita e la qualità della stessa;
- Il potere;
- Il denaro e il possesso in generale.
Certo la serietà non si chiude in uno schema manicheo: ognuno con la propria sensibilità decide la natura e le ragioni delle proprie serietà e può farsi quindi se vuole portavoce di sé, degli altri o di sé come membro di una comunità, fosse questa montana, boschiva, nazionale o sindacale.
Vedo immagini di buffoni di corte piangere sul giaciglio prima di addormentarsi; il grave compito di chi si occupa di satira e la loro ghettizzazione; parallelamente gettando uno sguardo sul potere centrale si scorge chi deve essere serio che se la canta e se la suona
E la tristezza di girare intorno alle cazzate in compagnia di stucchevoli, senza mai sfiorare lontanamente né latentemente un fulcro di serietà
La compostezza della gente che si prende troppo sul serio e che di solito ha successo fra i seri
E soprattutto la pretesa di alcuni di voler ridere di te, con te, a comando perché sei rinomatamente sagace
Vi accontenterò
D'altronde la mia serietà ve la dovete meritare.
mercoledì 11 novembre 2009
Un post serissimo
Ore
22:29
L'Amore innanzitutto
Tutto potrebbe sistemarsi benissimo
PARIGI È UN PAESONE
Sorvegliate
Il fuoco che cova
LA PREGHIERA
Del bel tempo
Sappiate che
I raggi ultravioletti
hanno portato a termine il loro compito
Breve e buono
IL PRIMO JOURNAL BLANC
DU HASARD
Il rosso sarà
Il cantante errante
DOV'È?
nella memoria
a casa sua
Faccio
mentre danzo
Quel che è stato fatto, quel che si farà
Caspita, voglio anch'io continuare a giocare con le parole come fossero degli amici immaginari
Ma spesso diventano solo delle piroette dove si torna al punto di partenza
© André Breton sì ancora lui embè, POEME, c. 1924.
martedì 10 novembre 2009
Poesia del mattino scritta la sera / Poesia della sera scritta al mattino
Ore
09:30
Ô Sole, sorgi!
Tu che pai tanto lontano
Portaci calore e caffettiere!
Apriamo la tapparella al Mattino
Non neghiamo il citofono al postino
Guardiamoci allo specchio:
Diamoci un ritocchino!
[Ora che ci penso ho finito i biscotti.]
Mattino sei giunto con i tuoi nuvoloni
Com'è banale questa luce!
La fierezza delle lampadine già è caduta
Ô Sole, tramonta!
Rincaseremo ancora
E ci riapproprieremo della nostra identità:
La tuta.
giovedì 5 novembre 2009
As pessoas
Ore
01:43
Magari parlo da profana e non mi posso permettere un discorso di questo genere, ma tant'è.
Perché beh insomma, sono a pagina 138 e finora s'è parlato e straparlato di Pessoa e della sua eteronimia sino allo sfinimento.
Ma dico io: se avete trovato praticamente tutta la sua opera in un baule in casa sua e lui non l'aveva tirata fuori, cosa vi autorizza ad analizzarla, a pubblicarla, a speculare su sto cristo che era sì di fuori, ma conserva pur sempre una certa dignità?
Maledetti sciacalli dell'editoria! Mi fate schifo! Fernando aveva il sacrosanto diritto di scrivere ed essere ciò che più riteneva opportuno! Non ha mai importunato nessuno e voi, ora che è morto, state lì a mettere insieme i pezzi!
Invidiosi! Voi non c'avevate pensato! Lui era pazzo, lui era normale, lui era un genio! E voi no! Voi state completando l'album dei calciatori Panini!
E che diamine, lo dovevo dire a qualcuno!
Poi che fate, quando me ne vado consegnate mettiamo i miei diarii segreti alla Feltrinelli (d'accordo qui viaggio davvero per ipotesi)? O magari prima dovete fargli un check-up critico? Chissà e se viene fuori qualcosa di interessante?!
Suvvia, i surrealisti perlomeno volontariamente spiattellavano le loro menate, Pessoa no! Lui voleva esser lasciato in pace e crogiolarsi nelle proprie paranoie e solitudini abitate!
E quel che più mi infastidisce è che mi sono fatta questa idea solo dopo tale scempio! Non vorrei mai aver sentito parlare di Fernando Pessoa!
Cos'è successo, chi ha fatto un raid nel suo appartamento in cerca di materiale golosamente analizzabile? Quale parente ha avuto l'indecenza di consegnare tutto a un editore? Sperava forse di guadagnare col copyright?
Malvagi, infimi rigattieri! Vi schivo!
Qua è di voyerismo che si parla, si tratta di mettere il naso nelle tracce lasciate da un uomo lungo il suo indiscutibile cammino sulla Terra: come vi permettete a indagare sui suoi segreti?! E non è questione che lui è morto e non ha diritto di replica, no no: la questione è che se lui aveva messo tutto alla rinfusa in quel baule non era e non è e mai sarà tenuto a dare alcuna spiegazione! Né mai l'ha voluta da altri! Ci siamo capiti?
Odio la critica! Saccenti spocchiosi che pensano di entrare nel capo degli altri solo perché altri saccenti e spocchiosi gli hanno fornito strumenti e via libera!
Pessoa vi guarda (vi guardano) e vi dice
Fatevi i cazzi vostri!
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